“Una Valle figlia del fiume”

 

La Val d'Agri è una sub regione della Basilicata compresa tra i monti Sirino e Volturino, al confine con la Campania. Prende il nome dal fiume Agri,  che attraversa tutto il suo territorio.
È una delle zone più importanti della regione sia come cultura che come economia; infatti nella prima metà del Novecento sono stati scoperti in queste zone dei giacimenti petriliferi, ma solo negli anni '60  è iniziato lo sfruttamento e ad oggi il petrolio della Val d'Agri fornisce oltre il 10% del fabbisogno nazionale. Questa cifra è destinata ad aumentare, visti i progetti e i lavori in corso di espansione dei pozzi, ancora non del tutto sfruttati. Nell'ultimo decennio sono stati scoperti ulteriori giacimenti petroliferi tanto da supporre che nella valle ci sia il più grande giacimento d'Europa Ma c'è da menzionare anche un importante turismo invernale dovuto a numerose piste sciistiche e un turismo di stampo culturale-naturalistica per la bellezza e ricchezza dei luoghi. La zona è in parte compresa nel Parco nazionale della Val d'Agri e Lagonegrese.

 


prodotti tipici val d'agriTRADIZIONI E PERCORSI DEL GUSTO
Terra di antiche sapienze, la Basilicata non si smentisce in Alta Val D’Agri, dove il visitatore trova straordinari luoghi all’insegna dei sapori e delle tradizioni artigianali. Si parte da Viggiano e Grumento Nova, patria del vino DOC “Terre dell’Alta Val D’Agri” , prodotto con uve autoctone e biologiche dalle cantine del Consorzio di Tutela. È un vino che accompagna magistralmente tutto quanto di buono si può gustare in zona: dagli arrosti ai piatti tipici a base di legumi, fino ai prodotti caseari. E per gustare uno dei migliori formaggi della zona bisogna raggiungere Moliterno, patria del famoso Canestrato. Fin dal primo periodo di conservazione nei tipici Fondaci, il Canestrato si caratterizza come un prodotto dalle qualità riconosciute a livello internazionale, in cui si sposano saperi e sapori, tradizioni e cultura, clima e storia. Giù per la valle si giunge a Sarconi, Capitale Europea del Fagiolo, un prodotto dai sapori intensi che rappresenta, per il palato, un vero e proprio manifesto dei luoghi da cui nasce. Pochi chilometri ed ecco Tramutola, terra di gustosi peperoni (i ‘pupacc’). Poco più in là è Marsicovetere, con il suo prosciutto e i suoi tartufi, doni di questa terra fra i più saporiti. Ottimi funghi porcini, mele emiele dai sapori di una volta, invece, sono frutto dell’intera Valle. Ma a stimolare il palato è anche la vista delle splendideterracotte e ceramiche di Calvello, la cui arte secolare accoglie magicamente le pietanze della Val d’Agri. E da secoli si tramanda, da Marsico Nuovo a Paterno, anche l’arte di intagliare il legno ed intrecciare vimini. Da essa nascono funzionalissimi utensili per la casa e folcloristici contenitori di prodotti caseari. Fra questi i Fusciedd’, custodi di ricotte e formaggi locali.

 

madonna di viggiano SANTUARI E PERCORSI DELLA FEDE
Al devoto o al viaggiatore in cerca di silenzio, raccoglimento e meditazione, la Val d’Agri offre molto. Si parte da Brienza dove, a 1001 mt, sorge il Santuario del Crocifisso, su un monte roccioso e brullo che dona sguardi panoramici sulla Valle del Melandro. Giunti a Marsico Nuovo si scorgono numerosechiese e, alle pendici della collina, il Santuario di Santa Maria di Costantinopoli. Appena dietro la montagna è Calvello, con ilSantuario del Monte Saraceno che si erge, circondato da boschi e rocce, in un oceano di silenzio a 1319 mt di quota. Proseguendo la strada si giunge al Sacro Monte di Viggiano, dove sorge il Santuario della Madonna Nera, il più importante della regione. Posizionato in un luogo a 1725 mt, esso pare dominare ogni cosa del mondo terreno. La discesa da Viggiano conduce a Montemurro, dove è venerata la Madonna di Servigliano, con un santuario silenzioso posto a 1296 mt. di altitudine e 11 km dal paese. Di qui vale la pena proseguire per Grumento, dove fra i suoi tre santuari si trova quello della Madonna del Grumentino, posto a 771 mt di quota sul Monte Castello. A Moliterno, invece, è il Santuario della Madonna del Vetere, così chiamata per il monte in cima al quale si erge a 808 mt. di altitudine. Nessun santuario per Paterno, dove la fede parla di una forte devozione mariana, legata agli eventi del 16 dicembre 1857, quando alle ore 21.12’.56” uno spaventoso terremoto scatenò in tutta la Basilicata una terribile catastrofe. I paternesi, il giorno dopo, portarono in processione la statua della Madonna del Carmine. La leggenda narra che, non appena giunta presso l’attuale rione Pantano, la Madonna, di fronte alle case distrutte e ai carri pieni di cadaveri, girò il volto e i suoi occhi versarono sangue.

 

lago del pertusillo NATURA E PERCORSO DELLE ACQUE
In un territorio così ricco di risorse naturali, un ruolo fondamentale è giocato dalle acque. Sorgenti, corsi d’acqua, laghi, fiumi rappresentano un patrimonio inestimabile intorno al quale l’uomo ha costruito la sua esistenza e il visitatore potrà catturare scorci di inaudita bellezza. Da Sasso di Castalda, sulle pendici del Monte sovrastante il paese, nasce il fiume Melandro. Proseguendo per Marsico Nuovo si può ammirare Capo Agri, luogo dove sorge il fiume che dà il nome alla Valle. Poco più su è il Parco Fontana delle Brecce, ricco di verde e acqua. Salendo verso il Monte Lama si arriva ad un parco attrezzato dal nome emblematico: Parco Acqua dell’Abete Cacciatizze Lago Cifone. Siamo a Calvello, uno dei pochi paesi della Basilicata in cui un fiume si “azzarda” ad attraversarne l’interno. Si tratta del fiume La Terra, che lo fende con una dolcezza infinita. Più in là sono Viggiano, Montemurro, Spinoso e Grumento, autentici luoghi della visione. Posizionati nella parte alta del Lago del Pertusillo, essi consentono, ognuno dalla singolarità del proprio e audace punto di vista, di scoprire l’incanto mutevole dei luoghi che attorniano il lago. Spingendosi fino a Sarconi si può ammirare l’Acquedotto Cavour del 1867, una stupefacente struttura di archi e pietre proclamata monumento nazionale. Si giunge così a Tramutola, paese in cui l’acqua entra persino nell’etimo (‘terra motola’: terra ricca d’acqua). Da ammirare sono il torrente Caolo, l’area di Capo l’Acqua e, le tante fontane in ferro sparse lungo il paese. Paterno, infine, è il paese dellesorgenti: Amoroso, Vattinieri, Panzone, Aggia, Sorgitora. Qui nasce l’Acquedotto dell’Agri, una maestosa opera che attraversa tutta la Valle fino a sgorgare dai rubinetti dell’area ionica.

 

castelli val d'agri TORRI E PERCORSI DELLA STORIA
Un pò tutti delle torri sulla Valle, gli splendidi paesini che la popolano offrono dall’alto panorami suggestivi sulle catene montuose, sulla pianura e sulle incantevoli emergenze del territorio. Ma oltre questo, c’è una storia importante che ha segnato questi luoghi, lasciando tracce che ancora si stagliano per la loro significativa bellezza, nonostante un tempo in cui hanno perso il loro antico senso e il loro uso. Oggi queste tracce si prestano tutte all’ammirazione del visitatore o dell’esteta. E tra loro, le Torri di sicuro giocano un ruolo forte. Da quella di Satriano, esiliata, solitaria, silenziosa, alta sopra il paese che domina dall’alto del suo cocuzzolo, fino a quelle annesse ai castelli. E così ecco Brienza, dov’è l’angioina torre del Castello Caracciolo. Più avanti sono Marsico Nuovo, con un castello di cui poco ormai resta, i suoi Palazzi Gentilizi e le sue chiese, e Marsicovetere, dove la torre è il restaurato segno di un vecchio castello. La tappa successiva porta a Moliterno, dove maestoso si erge sulla collina il Castello e la sua torre e dove numerosi sono i palazzi di una volta. Proseguendo per la valle si giunge a Grumentum, dove sono gli Scavi Archeologici, eccezionale documento a cielo aperto del glorioso passato, e il Museo Nazionale dell’Alta Val d’Agri, lì a raccogliere la storia della Valle fin dalla sua preistoria. Seguendo il corso del fiume Agri si giunge nei pressi diTramutola, dove la storia è narrata dai magnifici Palazzi Gentilizi. Per finire è necessario un passaggio per Paterno, paese di per sé giovane ma di origini antichissime, che offre al visitatore una via unica verso l’incantevole Certosa di Padula.

 

monte volturino SPORT E PERCORSI DELLA NEVE
Attraversare la Valle dell’Agri nella stagione del sole, che sia la primavera dai colori che impazzano o l’estate che riempie ogni cosa di una luce infinita, è un’emozione lunga quanto la pianura che dal basso si stende all’ombra colossale delle montagne. Ma c’è un momento dell’anno in cui questi luoghi diventano straordinario teatro delle nevi. Un universo bianco e morbido in cui, salendo verso le cime, restano solo i pali ai bordi delle strade e un delicato silenzio a misurare le sensazioni del percorso. La neve abbraccia tutto in una candida pace, arrotonda, addomestica le blande spigolature delle cime e consegna le montagne agli amanti delle piste da sci. E così, per chi desidera impianti di risalita, slittini e rifugi ad alta quota, la Valle dell’Agri offre solo l’imbarazzo della scelta. Si parte dai confini, da Sasso di Castalda, dove a quota 1365 mt sono gli impianti del Monte Arioso. Più in là sono le piste diSellata-Pierfaone, a 1255 mt di quota nel Comune di Abriola e poco oltre i confini di Marsico Nuovo. Proseguendo il cammino si giunge nel cuore della Valle, con il Monte Volturino e laMontagna Grande di Viggiano. Essi rappresentano uno slancio ulteriore rispetto alle due cime precedenti e vedono i loro impianti situati tra i 1700 e i 1800 metri di quota. Il punto di massima, tuttavia, si raggiunge passando dai confini fra Moliterno e Lagonegro. Qui si erge il complesso dei Monti del Sirino, con il Monte Papa a dominare ogni cosa dall’alto dei suoi 2005 mt e con gli impianti da sci poco più in basso.

foto val d'agri

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