zuppa fagioli

 

 

Il così detto “fagiolo all’occhio" o dolico (Dolichos), originario delle regioni tropicali dell’Asia e dell’Africa, si diffuse in Egitto (da cui il nome fagiolo d'Egitto) dove costituiva sia l'alimento base dei sacerdoti durante i riti, che un'offerta votiva da fare alle divinità. 
Greci e Romani consumavano abitualmente il fagiolo ma non lo ritenevano un cibo prelibato. Virgilio lo chiamava "vilem phaseulum" perchè abbondante, non per pochi eletti, e perciò indegno di avere l'onore di dare il proprio nome alle illustri famiglie (al contrario di altri legumi: Pisoni-piselli, Lentulo-lenticchie, Fabia-fava). Durante il Medioevo, quando in Francia si chiamava "mongette" e in Italia "fasselo o fasolo", la facilità della sua coltivazione e le notevoli proprietà nutritive ne fecero un alimento del popolo e dei conventi: ingrediente di zuppe o contorno di carni con le quali veniva cotto. In seguito alla scoperta dell’America arrivarono da quel continente anche i “phaseolus vulgaris”. Ebbero una diffusione relativamente rapida grazie al fatto che la gente era già abituata alle fave, ai lupini, e appunto al “fagiolo dorico”. Dopo che Colombo li scoprì a Cuba nel suo secondo viaggio, già nei primi anni del ‘500 li troviamo in Veneto, Francia e Germania sud occidentale. I primi documenti attestanti la presenza del fagiolo americano risalgono al 1528, quando il canonico Pietro Valeriano ne piantò alcuni semi ricevuti da papa Clemente VII. All’inizio i “fagioli di Lima” o “cannellini” o “fagioli di Spagna, furono considerati una merce preziosa da scambiarsi come dono fra i potenti. Alcuni testi li elencano nei regali di nozze offerti da Alessandro de' Medici alla sorella Caterina. Ad ulteriore testimonianza di quanto fossero preziosi e ricercati i fagioli, ricordiamo la loro presenza nei ricettari del Messisbugo (assieme ai fagiolini), dello Scappi, e nel menù di un banchetto papale offerto nel 1570. I fagioli americani, più grossi di quelli noti in Europa, resistenti e molto produttivi, un secolo dopo il loro arrivo erano già molto diffusi, perdendo l’alone di esclusività, ma conquistando i palati della gente.