venerdì , 20 Settembre 2019

Chi era Papà Beat…

PAPA’ BEAT SALUTA….E SE NE VA…..
personaggio senza nessuna volontà di esserlo. PAPA’ BEAT da prim’attore ha scosso un pezzo di storia dei movimenti antagonisti della milano dei primi anni sessanta….il 68….il movimento studentesco arriverà (arriveranno) solo dopo…. PAPA’ BEAT ha varcato con discrezione la porta della storia provando a costruire coi suoi amici un modello di Paese meno ruffianesco…La storia l’ha tirato dentro un fervore di passioni e in un cantiere dove si voleva gettare il seme di un nuovo umanesimo, la storia stessa poi l’ha restituito da sconfitto, però con il fardello delle sfide perse.che onorano pur senza portare lustrini e medaglie sul petto,che valgono la pena raccontare e ricordare per non lasciarle sbiadire…..PAPA’BEAT, alias antonio di spagna E’ MORTO NELLA SUA SARCONI…..ANCHE NELLA SUA MORTE si può ritrovare il canto di una scossa di civile impegno (e passione)

Mimmo Mastrangelo

(Mondo Beat, Milano – 25 febbraio / 17 marzo 1967)

Il sistema intralcia la distribuzione della rivista “Mondo Beat” e il Movimento lo affronta: si manifesta La Contestazione.

Sabato 25 febbraio, nella Cava ragazzi e ragazze del Movimento fanno la coda per prendere ognuno cento copie di Mondo Beat, cinquanta del numero appena uscito e cinquanta del precedente, per venderle per le vie della città, quelli residenti a Milano per le vie del centro, gli altri lungo vie di periferia, per non farsi intercettare e diffidare da agenti della Questura. Le 2.500 lire di guadagno, pari a 25 lire a copia per 100 copie, che si realizzano in due ore di vendita, sono molti soldi, se si pensa che il pranzo completo in un ristorante di Via Torino costa 400 lire… Le copie volano!… Io esco a vendere le mie cento, per osservare le reazioni della gente: la gente compra decisa, chi con atteggiamento complice, chi con tentennamenti critici del capo, ma sempre con interesse, perché Mondo Beat è famoso per il richiamo che esercita sui giovani.

Domenica 26 febbraio, alla Cava la giornata è trascorsa in un gioioso andirivieni di ragazzi e ragazze che hanno venduto Mondo Beat per le vie di Milano, mentre il marciapiede davanti alla Cava è stato intasato di curiosi durante tutta la giornata. A sera Umberto Tiboni annuncia che in due giorni sono state vendute circa 6.000 copie di Mondo Beat, 3.000 dell’ultimo numero e 3.000 del precedente. Mondo Beat stabilisce così un primato come rivista italiana: è in attivo, e largamente, senza ricevere sovvenzioni di sorta e senza accettare inserzioni pubblicitarie. Io penso perciò di accelerare i tempi della pubblicazione di un nuovo numero e di aumentare la tiratura. Nella Cava si vivono ore di allegria. Ma durano poco.

Lunedì 27 febbraio muovono contro di noi i vigili urbani, che vanno alla caccia dei giovani che vendono Mondo Beat per le strade e chiedono loro di esibire la licenza di “venditore ambulante”, in mancanza di che spiccano una multa di lire 18.000, per “contravvenzione alla legge di Pubblica Sicurezza 121”, e sequestrano i giornali. Saputo ciò, io blocco la vendita di Mondo Beat, di cui peraltro i due numeri sono ormai quasi esauriti, e mi consulto con Umberto Tiboni. Per essere efficienti nel fronteggiare la situazione, io chiedo a Umberto che delle funzioni cui era preposto Vittorio Di Russo ci si faccia ora carico noi due che, oltre a essere i fondatori del Movimento, ne siamo pure i responsabili dal punto di vista giuridico, egli, in quanto gestisce la Cava per contratto, io, in quanto direttore responsabile e proprietario della testata “Mondo Beat”. Tiboni accetta la mia proposta: egli si farà carico di intrattenere i contatti con gli altri gruppi extraparlamentari di Milano, io guiderò le manifestazioni pubbliche del Movimento. In questa veste di leader delle manifestazioni pubbliche, mi rivolgo allora ai giovani che riempiono la Cava e rumoreggiano insofferenza verso il sistema e dichiaro che Mondo Beat, per l’affermazione dei suoi diritti, contesterà il sistema italiano a oltranza, senza cedimenti o compromessi di sorta. Comincia allora nella Cava una riunione, che si protrae ininterrottamente, mentre partono in autostop ragazzi per Genova, Torino, Bologna, Firenze, Padova, Mestre, Trento, per avvisare quelli di Mondo Beat che a Milano si preparano azioni di rottura e invitarli alla Cava.
Io intanto comincio con addobbarne le vetrate

Mondo Beat e La Contestazione – (AGI – Il Giorno – 1.3.1967)
Le vetrate della Cava furono determinanti nel propagare la Contestazione. Slogan e poster erano fotografati da quotidiani e rotocalchi e visti da centinaia di migliaia di persone
Le vetrate della Cava usate per la prima volta per esporvi poster e slogan della Contestazione

Mondo Beat e La Contestazione – (Agenzia Franco Sapi – 1.3.1967)
Nello sfondo del pianterreno della Cava s’intravedono i dipinti della mostra permanente collettiva dei giovani di Mondo Beat
LA LICENZA DI P.S.121 CHIEDETELA PRIMA ALLE MONACHE contestava il sistema 2 pesi e 2 misure

Melchiorre Gerbino preparava egli stesso i poster, con la sua brutta calligrafia. Con lo slogan LA LICENZA DI P.S.121 CHIEDETELA PRIMA ALLE MONACHE si contestava il sistema 2 pesi e 2 misure, per cui i vigili urbani chiedevano ai ragazzi del Movimento la licenza di ambulante, per potere vendere Mondo Beat per le strade, e non la chiedevano alle monache che vi vendevano indisturbate Famiglia Cristiana.

Né il sistema 2 pesi e 2 misure non é oggi più vigente in Italia, al contrario, si é andato sempre più aggravando dai tempi di Mondo Beat a oggi.
In balia del Vaticano, i governi italiani del post-fascismo sono diventati sempre più loschi, oggi lo sono quanto quelli dell’Africa Nera, ma almeno quelli si connotano di franca brutalità, mentre quelli italiani devono arzigogolarsi in continue macchinazioni per apparire democratici. Dai tempi di Mondo Beat a oggi (2013) il Vaticano ha soffocato sempre più la democrazia italiana, massimamente da quando l’Unione Sovietica perse la Guerra Fredda e i comunisti, che in Italia controbilanciavano il potere del Vaticano, finirono allo sbando. Da allora, in Italia é stata tolta l’immunità ai parlamentari; é stata introdotta la carcerazione preventiva; sono stati asserviti al Vaticano i magistrati che coprono cariche strategiche e sono stati assassinati quelli irriducibili; é stato imposto il Crocifisso nei luoghi pubblici; il quotidiano “La Repubblica”, gestito da sionisti che servono contemporaneamente il Vaticano e il Mossad, é stato imposto nella scuola pubblica… No, la democrazia italiana non é più riformabile. La si potrà rifondare dopo che la Contestazione avrà lasciato del Vaticano pietre fumanti.

E tornando agli inizi di marzo del 1967 e alla storia di Mondo Beat, dopo alcuni giorni di riunioni, cui partecipavano giovani di Milano e altri arrivati espressamente da altre città, si decise di indire uno sciopero della fame, della durata di tre giorni, a partire dal 4 marzo, cui fare seguire una manifestazione pubblica nel centro di Milano.

Mondo Beat e La Contestazione – Sciopero della fame – (L’Unità – 6.3.1967)
Quello di Mondo Beat, fu in Italia il primo sciopero della fame di gruppo, inscenato per l’affermazione dei diritti civili
In primo piano Dante Palla. Melchiorre Gerbino é sulla soglia

Mondo Beat e La Contestazione – Sciopero della fame – (Mezzogiorno d’Oggi – Napoli)
Non pochi sarebbero stati i giovani napoletani a Mondo Beat
Mezzogiorno d’Oggi pubblicava la stessa foto de L’Unità e ironizzava “A Milano fanno la fame”

Mondo Beat e La Contestazione – Sciopero della fame (AGI – Il Giorno – 6.3.1967)
Lo Sciopero della Fame fu il primo evento di Mondo Beat che ebbe copertura mediatica dai quotidiani a distribuzione nazionale
Con la chitarra Eros Alesi Pasticca, seduto in alto Cristo di Monza, poi Tella Ferrari, Daniele, Marina, Adolfo e, il primo a destra, Giorgio Contini.

Giorgio Contini, sardo, era preposto alla direzione dello scantinato della Cava, che era il cuore e lo snodo del Movimento. Lo scantinato della Cava era aperto 24 ore al giorno e chiunque vi poteva accedere senza identificarsi e poteva starci a suo piacimento e lasciare in sicurezza le sue cose nel guardaroba, senza pagare e a tempo indeterminato. Giorgio Contini controllava che nello scantinato della Cava non avvenissero violenze, furti o uso di stupefacenti: cose che non avvennero mai.

Mondo Beat e La Contestazione – Sciopero della fame ( AGI – Il Giorno – 6.3.1967)
Gli anarchici reichiani formavano la corrente centrale di Mondo Beat  Lo scantinato della Cava fu l’incubatrice dei modelli della Contestazione
foto a sinistra, Laura, Alfredo, Daniele – foto a destra Antonio Di Spagna Papà e Laura

Laura era una ragazza milanese di confessione israelita; Alfredo un anarchico reichiano, milanese, studente universitario; Daniele un ragazzo veneto scappato di casa.
Antonio Di Spagna, lucano, ex poliziotto, dallo sciopero della fame in poi avrebbe preso parte a tutti gli eventi di Mondo Beat, rivelandosi un vero eroe della Contestazione.

Mondo Beat e La Contestazione – Sciopero della fame ( a sx Corriere della Sera – 6.3.1967) (a dx Corriere d’Informazione – 6.3.1967)

Al Corriere della Sera non avevano teste pensanti come Giorgio Bocca, ma ciechi servi del sistema come Indro Montanelli  Lo sciopero della fame di Mondo Beat, essendo avvenuto durante il 'boom economico', quando finalmente tutti gli italiani mangiavano a sazietà, avrebbe fatto sensazione tra la massa
Il Corriere della Sera e il Corriere d’Informazione ironizzano sullo Sciopero della Fame di Mondo Beat

Corriere della Sera e Corriere d’Informazione, sempre schierati contro Mondo Beat, facevano entrambi parte del Gruppo editoriale Crespi.
Il Corriere d’Informazione era nato subito dopo la disfatta italiana nella seconda guerra mondiale, per prendere il posto del Corriere della Sera, che era stato temporaneamente censurato a causa del sostegno che aveva dato al regime fascista. Il Corriere d’Informazione aveva continuato le pubblicazioni anche dopo che il Corriere della Sera era stato autorizzato a riprendere le sue, ma infine, a causa della Contestazione, sarebbe fallito per mancanza di lettori.

Mondo Beat e La Contestazione – Sciopero della fame (a sx La Gazzetta del Popolo – 7.3.1967) (a dx testate varie)
Agli inizi, il Movimento Mondo Beat si sviluppò nel triangolo Milano-Torino-Genova, detto a quei tempi "Il Triangolo Industriale"   Dallo sciopero della fame in poi gli eventi di Mondo Beat avrebbero fatto notizia nazionale
La Gazzetta del Popolo s’interessava al Movimento Mondo Beat perché numerosi ne erano i giovani di Torino – A destra, trafiletti vari.

Mondo Beat e La Contestazione – Sciopero della fame – (AGI – Il Giorno – 6.3.1967)
Ottelio Corsi era figlio di un militare, Tella Ferrari figlia di un ingegnere
Melchiorre Gerbino sta parlando con Ottelio Corsi, alla cui destra è Tella Ferrari.

Ottelio Corsi Franco, figlio di un militare di carriera, era un viaggiatore libertario, che aveva partecipato in diverse nazioni d’Europa ai fermenti della nostra generazione. Nella manifestazione che sarebbe seguita allo sciopero della fame, egli sarebbe stato arrestato e diffidato dal soggiornare in Milano, conseguentemente avrebbe deciso di tornare ai suoi viaggi.

Mondo Beat e La Contestazione – Sciopero della fame – (AGI – Il Giorno – 6.3.1967)
Nicola Paterlini sarebbe rimasto gravemente ferito durante la manifestazione pubblica che avrebbe seguito lo sciopero della fame
Con la chitarra Nicola Lino Paterlini, lombardo, il più bravo chitarrista a Mondo Beat.

È la pioggia che va, dei Rokes, era la canzone più popolare a Mondo Beat. Quel terronazzo di Adriano Celentano, al soldo del Vaticano, avrebbe invece cantato Tre passi avanti e crolla il Mondo Beat, canzone con cui esortava la ragazza ideale italiana a non avvicinarsi ai beats, per non farsi inzozzare. E avrebbe dichiarato che lui e quelli del suo gruppo musicale erano persone serie, veri rivoluzionari, che la sera leggevano la Bibbia. Quarant’anni dopo i tempi di quella canzone, Celentano ha chiesto scuse, ma le sue sono scuse di comodo. Scuse respinte.

Mondo Beat e La Contestazione – Sciopero della fame (Agenzia Franco Sapi – 6.3.1967)

Gunilla Unger, svedese, compagna di Melchiorre Gerbino, fu il riferimento delle prime ragazze italiane che parteciparano al Movimento Mondo Beat  Monique Charvet, detta 'Monike' era la musa ispiratrice di Gio Tavaglione
a sinistra, Gunilla Unger gioca a carte con Eros Alesi Pasticca – a destra, Monique Charvet, detta Monike, e alla sua destra, sorridenti, Ringo e Jenny, laziali

Eros Alesi, romano, era il ragazzo più popolare del Movimento Mondo Beat. Entrava e usciva dall’Istituto di correzione minorile Cesare Beccaria con una tale disinvoltura che a un certo punto la Questura si stancò e non lo arrestò più. Né la Questura poteva ingiungergli la diffida e il foglio di via perché era residente a Milano. Aveva allora 16 anni e non scriveva nulla e nessuno poteva immaginare che nella letteratura universale sarebbe stato ricordato come uno dei poeti più toccanti degli Anni delle Rivolte Giovanili.

Il 7 marzo, quando lo sciopero della fame è da poco finito e poco manca che insceniamo la manifestazione pubblica, arriva da Roma a intervistarci Romana Rutelli, inviata, non ricordo bene, di “Novella 2000” o “Eva 2000”

Mondo Beat e La Contestazione – Sciopero della fame – (Romana Rutelli)
Mondo Beat e La Contestazione. Melchiorre Gerbino a Romana Rutelli: Non combattiamo il progresso
Melchiorre Gerbino fa chiarezza sulla natura progressista del Movimento

Il 7 marzo alle 4 del pomeriggio la Cava è con le saracinesche abbassate e all’interno è stipata di giovani, tra di essi anche francesi, tedeschi e inglesi. Ne cominciano a uscire gruppetti, formati da tre-quattro, che prendono direzioni diverse per non insospettire eventuali agenti appostati nelle vicinanze. L’appuntamento generale è per le ore 18 a Porta Venezia, da dove insceneremo la manifestazione.
Mandato da Giuseppe Pinelli arriva con un furgone uno spazzacamino anarchico, Vito, che preleva dalla Cava i cartelli che saranno esposti durante la manifestazione, per scaricarli alle 18 in punto sotto l’Arco di Porta Venezia.
Gli ultimi a uscire dalla Cava siamo Andrea Valcarenghi e Melchiorre Gerbino. Umberto Tiboni e Giorgio Contini vi rimangono, perché la Cava deve restare aperta come rifugio, dato che la polizia non può entrarci se non è munita di un mandato della magistratura.

Manifestazione di Contestazione del Sistema – (AGI – Il Giorno – 8.3.1967)
Manifestazione di Contestazione del Sistema. Melchiorre Gerbino la volle, la organizzò, vi partecipò
La manifestazione mosse da Porta Venezia quando faceva già buio.

Manifestazione di Contestazione del Sistema – (Agenzia Franco Sapi)
La Manifestazione di Contestazione del Sistema fu per la Questura un fulmine a ciel sereno
Andrea Valcarenghi vestito di bianco – Barry McBuir regge il cartello LA VIOLENZA È DEI DEBOLI.

Andrea Valcarenghi di famiglia patrizia. La fusione Mondo Beat-Onda Verde-Provos avvenne in una riunione serale a casa sua alla presenza di due maggiordomi in livrea. Giuseppe Pinelli e Melchiorre Gerbino si scambiarono qualche occhiata divertita. D’altronde gli anarchici sono di tutte le estrazioni sociali, nè devono rinnegarne alcuna per essere tali. Due degli anarchici più universalmente celebrati, il russo Pëtr Alekseevic Kropotkin e il francese Pierre-Joseph Proudhon, erano rispettivamente un principe e un proletario, l’uno viveva di rendita, l’altro facendo talvolta il carrettiere.
Per inciso, io ho rispetto di Kropotkin e Proudhon, ovviamente, ma non reputo che siano stati loro, o Bakunin, i grandi anarchici della storia, ma il Profeta Mohamed e Napoleone Buonaparte.
Essendo stati il Profeta e Napoleone uomini di grandissimo potere reale, il Profeta volle che l’usura sia sradicata dalla società umana, Napoleone volle che vi sia imposta l’istruzione obbligatoria. Questi sono passi giganteschi, e di non ritorno, che l’umanità va compiendo verso la relizzazione di una società anarchica.
Capisco come questa mia visione dell’Anarchia possa sembrare sui generis. D’altronde, non si può essere anarchici se non si é sui generis.

Manifestazione di Contestazione del Sistema – (AGI -Il Giorno -8.3.1967)
Tella Ferrari preparò le matrici per ciclostile del secondo numero di Mondo Beat. Un lavoro inestimabile.
Col suo imseparabile quaderno Tella Ferrari.

Tella Ferrari era una ragazza israelita di 16 anni. Dopo che ebbe letto il primo numero di Mondo Beat, che aveva comprato davanti alla sua scuola, andò a cercare Melchiorre Gerbino a casa sua, quando ancora non esisteva la Cava, e si propose per il lavoro di redazione della rivista, che intraprese. Poco tempo dopo arrivò il padre di Tella, l’ingegnere Ferrari, visibilmente preoccupato, ma dopo che ebbe parlato con Melchiorre Gerbino e con Gunilla Unger si tranquillizzò.

Manifestazione di Contestazione del Sistema – (Agenzia Franco Sapi)
Dante Palla era un vagabondo consumato. Dei dintorni di Milano conosceva tutti i cani che abbaiavano
Dante Palla.

Dante Palla era un nobile che vagabondava. Poeta, i versi li scriveva solo sui suoi piedi, perché andassero perduti quando l’inchiostro si scoloriva.
Dopo Mondo Beat, ai tempi delle “occupazioni”, Dante Palla, noblesse oblige, avrebbe occupato il Castello Sforzesco.

Manifestazione di Contestazione del Sistema – (AGI – Il Giorno – 8.3.1967)
Le ragazze italiane erano attratte dai beats per i modi educati e camerateschi con cui le trattavano
Con la camicia a fiori Zafferano, romano, che partecipò a tutti gli eventi pubblici del Movimento.

Questa foto ritrae il sit-in a Piazza San Babila, che paralizzò il traffico nel centro di Milano. Delle ragazze giovanissime che abitavano nell’area di San Babila, avvertite non si sa da chi, uscirono dalle loro case e parteciparono al sit-in. A sinistra nella foto una di esse, Elisa, che poggia un ginocchio nell’asfalto. Elisa sarebbe poi diventata assidua di Mondo Beat.

Manifestazione di Contestazione del Sistema – (AGI – Il Giorno – 8.3.1967)
I giovani della Base di Mondo Beat subivano una costante decimazione da parte della Questura di Milano ma la Base si reintegrava costantemente di nuovi arrivati
La Base di Mondo Beat.

La Base di Mondo Beat era internazionale. La stragrande maggioranza italiani, poi francesi, tedeschi, inglesi. Le ragazze numerose. L’estrazione era di tutto l’arco sociale, dai sottoproletari ai nobili. La corrente centrale, che l’animava, era anarco-reichiana.
La Base era formata da circa 400 giovani, ma i presenti all’appello, quando ci radunavamo per delle manifestazioni, non superavamo mai i 200, gli altri essendo in viaggio o in prigione. Il carcere di San Vittore ne era intasato. Me lo venne a testimoniare Ignazio Maria Gallino, che per qualche sua disavventura c’era passato.

Per inciso, prima che io ricostruissi la storia di Mondo Beat, Ignazio Maria Gallino é stato l’unico che l’abbia tramandata a larghe linee attenendosi ai fatti, a differenza dello sprovveduto Matteo Guarnaccia, dello schifoso impostore Gianni De Martino, e di quella Silvia Vattelapesca sulla quale voglio spendere qui due parole.
Questa Silvia Vattelapesca scrive trattati, con incipit da gran riferimento: “Come disse Umberto Eco, dopo avere deposto l’accendino nel taschino…” e da lì essa si lascia andare a scrivere profusamente sugli anni della rivolta giovanile in Italia e, non potendo non citare Mondo Beat, lo fa ad abundantiam, con stralci di decine di articoli apparsi nella rivista Mondo Beat, i nomi di quelli che li scrissero, e citando anche eventi e nomi che fecero la storia nelle piazze.
Ma la cosa veramente originale é che Silvia Vattelapesca non cita mai Melchiorre Gerbino, anche se qua e là riproduce qualche stralcio dei suoi articoli. Se volessimo prendere a paragone la storia del Nazismo, sarebbe come farne la ricostruzione citando diffusamente Joseph Goebbels, Herman Goering, Heinrich Himmler, Martin Borman, Karl Doenitz, Hans Frank, Joseph Mengele, Julius Streicher, Adolf Eichmann, Albert Speer, Ernst Kaltenbrunner…ma mai Adolf Hitler… Chi era costui?…
Meritatamente, i trattati di Silvia Vattelapesca sono tradotti in inglese e a lei in persona é stata assegnata una cattedra di storia contemporanea all’Università di Macerapesca.
Né Melchiorre Gerbino può lasciarsi andare a una reazione maschilista con Silvia Vattelapesca a questa io la violento!… perché é il genere di racchia cattolica che puzza di fica.

Reazione poliziesca e articoli di quotidiani

Manifestazione di Contestazione del Sistema – (AGI – 8.3.1967)
 La repressione poliziesca fu di una violenza ingiustificatamente inaudita, dato che i giovani tutti facevano resistenza passiva
La repressione fu eseguita dai poliziotti della “Celere”, famosi per la violenza dei loro interventi.

Manifestazione di Contestazione del Sistema – (Agenzia Franco Sapi)
 Alfio D'Agosta 'Giuda' fu un eroe della Contestazione
Alfio D’Agosta Giuda abbattuto e trasportato.

Alfio D’Agosta, siciliano, con un’istruzione scolastica appena sufficiente, dopo essere arrivato a Mondo Beat sviluppò una personalità che lo rese popolare. Partecipò a manifestazioni di contestazione collettive e ne intraprese di personali. Egli é nella leggenda di Mondo Beat, per l’azione con cui a Piazza del Duomo contestò la Questura di Milano. Dopo la distruzione della Tendopoli, quando l’editore Giangiacomo Feltrinelli organizzò a Sesto San Giovanni una manifestazione di solidarietà verso Mondo Beat, a conclusione della quale Melchiorre Gerbino invitò Alfio D’Agosta a parlare a nome del Movimento, egli tenne un discorso sobrio e lineare come nessun altro avrebbe saputo fare meglio.

Manifestazione di Contestazione del Sistema – (AGI – Il Giorno – 8.3.1967)
A causa dei calci dei poliziotti, Nicola Paterlini, oltre alle due costole rotte, ebbe pure delle complicazioni respiratorie
Nicola Lino Paterlini, il più bravo chitarrista a Mondo Beat.

Nicola Paterlini ebbe due costole rotte dai calci che gli diedero i poliziotti mentre era sdraiato nel suolo. Le sue foto, apparse sui quotidiani, furono viste dai suoi familiari che accorsero a Milano da Lodrino (Brescia) e lo presero in cura.

Manifestazione di Contestazione del Sistema – (Il Giorno – 8.3.1967)

Il Giorno uscì con 2 edizioni nella stessa giornata, dedicando 2 articoli alla manifestazione
Antonio Di Spagna fu picchiato brutalmente dai suoi ex colleghi poliziotti  La Manifestazione di Contestazione del Sistema fu inscenata da giovani di tutte le classi sociali e di diverse nazionalita
Nelle foto: a sinistra, Antonio Di Spagna Papà; a destra, Giorgio Cavalli Ombra e Barry McBuir

Nella foto dell’articolo a sinistra, Antonio Di Spagna Papà, che subì un trauma cranico a causa delle botte che i poliziotti gli diedero con l’asta di un cartello dopo che era già ammanettato dentro un furgone cellulare. Restò piantonato in ospedale durante due settimane, poi fu incarcerato per altre due settimane per violenza a pubblico ufficiale. La Questura, imbarazzata a causa del suo passato in polizia, faceva di tutto per allontanarlo da Mondo Beat, ma non poteva ingiungergli un foglio di via perché era residente a Milano.

Nella foto dell’articolo a destra: Giorgio Cavalli Ombra agita una mano; sdraiato supino, a braccia indietro, Barry McBuir.
Giorgio Cavalli, milanese, di famiglia della buona borghesia, dacché cominciò a fare vita beat fu allontanato da suo padre, che gli disse -“Tu non devi più farti vedere a casa! Ormai per noi tu sei solo un’ombra!” – e Giorgio Cavalli adottò perciò lo pseudonimo Ombra. Ombra partecipò agli eventi del Movimento dagli inizi allo scioglimento. È da lui che poi Melchiorre Gerbino avrebbe sentito dire una delle cose che più lo hanno rallegrato nella vita. Avendolo rincontrato a Milano trent’anni dopo i tempi di Mondo Beat, ed essendosi allora parlato un poco di quei tempi, Gerbino, per fare intendere ad altri che ascoltavano, a un tratto disse -“Mondo Beat voleva essere un movimento anarchico” – e Ombra disse – “Non c’è mai stato nulla di più anarchico di Mondo Beat!”
Barry McBuir era di genitori divorziati, padre inglese, madre italiana con cui viveva in un vasto e lussuoso appartamento a Piazza del Duomo. Vittorio Di Russo, dopo che aveva incontrato Rosa e stava per abbandonare il Movimento, aveva suggerito che tutti andassimo a purificarci a Rapallo in una villa della madre di Barry McBuir!

Manifestazione di Contestazione del Sistema – (Corriere della Sera – 8.3.1967) (Corriere d’Informazione – 8.3.1967)
Al Corriere della Sera non controllavano più il loro astio verso Mondo Beat   Il Corriere d'Informazione minimizzava sulla manifestazione, descrivendola come una passeggiata di beats interrotta dalla polizia

Nella foto dell’articolo di sinistra, Eros Alesi Pasticca regge il cartello NON SCHEDATE LE NOSTRE COSCIENZE scritto da Melchiorre Gerbino con la sua brutta calligrafia. Il testo dell’articolo evidenzia come al Corriere della Sera non controllavano più il loro astio verso Mondo Beat.

Nell’articolo a destra, Il Corriere d’Informazione cambiava le carte in tavola e descriveva Antonio Di Spagna come aggressore e non aggredito. Nella foto, semisdraiato Cristo di Monza, all’impiedi Daniele.
Cristo di Monza fu sempre in prima fila in tutte le azioni collettive di Mondo Beat e ne intraprese di individuali per contestare la Questura di Milano. Molto schivo di carattere, tanto da potere sembrare scostante, nei fatti era solidale e gentile.
Daniele, veneto, capelli color rame, occhi verdi, era il ragazzo il più corteggiato dalle ragazze di Mondo Beat. Se ci si fa caso, nelle foto in cui appare nella Cava è quasi sempre accanto a una ragazza, o tra due.

Manifestazione di Contestazione del Sistema – (La Gazzetta del Popolo – Torino – 7.3.1967 / 8.3.1967)
Alla Gazzetta del Popolo capirono l'importanza dell'evento  Guido Boursier si rese conto del vento storico che soffiava da Mondo Beat

La partecipazione di giovani torinesi alla Manifestazione di Contestazione del Sistema – Il risalto dato dalla Gazzetta del Popolo alla Manifestazione.

I torinesi erano i più numerosi a Mondo Beat, dopo i milanesi. Guido Boursier, l’autore di questo articolo, si era unito a una ventina di loro, venuti espressamente da Torino a Milano per partecipare alla manifestazione. Boursier nella Cava s’intrattenne a parlare con giovani italiani, inglesi, tedeschi, francesi e rimase stupefatto a causa della formazione cosmopolita della Base di Mondo Beat e colpito dalla determinazione dei giovani di Mondo Beat, che consapevolmente andavano incontro alla repressione poliziesca pur di non rinunciare all’affermazione dei loro diritti. Intervistò Gerbino poco prima che iniziasse la manifestazione, cui egli assistette. Fu perciò la Gazzetta del Popolo di Torino, cui Boursier telefonò, che in Italia riportò per prima la notizia della manifestazione, dandole grande risalto.
Guido Boursier con questi 2 articoli avrebbe spinto centinaia di giovani piemontesi a mollare casa-scuola-lavoro e venire a Mondo Beat. Le fughe di casa di minorenni in Italia, dopo la Manifestazione di Contestazione del Sistema, sarebbero diventate di massa. Molti di questi giovani sarebbero venuti a Mondo Beat e vi si sarebbero fermati il tempo di farsi partecipi delle motivazioni del Movimento e della sua prassi esistenziale, perché poi i responsabili di Mondo Beat, Melchiorre Gerbino in primis, li avrebbero incoraggiati e spinti a viaggiare per l’Europa, perché si sprovincializzassero.

Manifestazione di Contestazione del Sistema – (L’Unità 8.3.1967 / 9.3.1967) (Avanti! – 11.3.1967)
I comunisti speravano di potere assorbire il Movimento Mondo Beat, invece questo avrebbe fatto svuotare le loro sezioni giovanili  La Contestazione non solo non si fece assorbire dai comunisti, ma segnò la fine della loro influenza sulla cultura italiana e francese  I socialisti italiani avrebbero portato il Paese in alto con Sandro Pertini e Bettino Craxi, il Vaticano e i sionisti l'avrebbero ricacciato in basso con Oscar L.Scalfaro e Antonio Di Pietro

La propaganda comunista era a favore di Mondo Beat (i 2 articoli da sinistra) perché il Movimento destabilizzava il sistema – I socialisti, a parole, si facevano paladini di Mondo Beat, ma di fatto avallavano le misure poliziesche contro il Movimento, adottate dal Governo Moro, di cui facevano parte (articolo a destra).

I comunisti vedevano nel Movimento Mondo Beat un fattore di disturbo a quel sistema che essi volevano rovesciare, e perciò prendevano smodatamente posizione a favore del Movimento. Ma a Mondo Beat noi valutavamo i comunisti secondo i parametri della libertà sessuale, convinti, com’eravamo, che non ci possa essere rivoluzione reale senza rivoluzione sessuale, e, valutati da questo punto di vista, i comunisti erano tanto bigotti quanto i cattolici, e tanto orrore ci facevano quanto quelli, perché, come quelli, ci volevano pianificare una vita di sacrifici e privazioni in funzione di un avvenire migliore che noi non avremmo però visto in questa vita… Figurarsi come a Mondo Beat li mandavamo affanculo!

I socialisti, da poco separatisi dai comunisti, con cui avevano fatto lega fin dal primo dopoguerra, erano entrati ora a far parte di governi gestiti dal Vaticano tramite la Democrazia Cristiana. Di fatto i socialisti stavano facendo da supporto a sacrestani del Vaticano camuffati da politici progressisti, quali Aldo Moro. I socialisti cercavano di fare i furbi con l’elettorato, cioé accattivarsi voti tra quanti apprezzavano i beats per il loro impegno nel campo dei diritti civili, e perciò ne prendevano le difese a parole, quando in realtà avallavano tutte le misure poliziesche con cui il Governo Moro reprimeva il Movimento.

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Dalla lettura degli articoli sulla Manifestazione di Contestazione del Sistema, si vedeva come ci fossero sostanzialmente due posizioni politiche contrastanti nei confronti del Movimento, quella palesata massimamente dal Corriere della Sera, che rispecchiava l’area reazionaria, che avrebbe voluto vedere Mondo Beat annientato e quella palesata da L’Unità, che prendeva esageratamente le difese di Mondo Beat perché i comunisti corteggiavano il Movimento nel tentativo d’inglobarlo. Tra queste due posizioni, che erano quelle del blocco capitalista e del blocco sovietico che si fronteggiavano nella Guerra Fredda, c’era un’esile terra di nessuno, che portava verso il Villaggio Globale. Mondo Beat l’avrebbe percorsa, senza mai nulla concedere all’uno o all’altro blocco, ma attirando a sé le avanguardie giovanili dei due fronti opposti, ch’eran sveglie, romantiche e paradossalmente contigue al suo corso. Ed è proprio dopo la Manifestazione di Contestazione del Sistema che a Mondo Beat cominceranno ad affluire giovani che avranno abbandonato le sezioni dei partiti dell’estrema sinistra e dell’estrema destra. Lo avranno fatto prima per intuito, avendo visto quanto grande fosse il fegato di questi capelloni e di queste sbarbine che affrontavano il sistema alla Davide e Golia, poi, frequentandoli, avrebbero capito quanto emancipati fossero sessualmente, che non si facevano penalizzare dal prete, e finalmente avrebbero capito quanto lontani fossero stati essi stessi dalla realtà, nella preistoria di Hiroshima, quando avevano avuto come riferimento ideologico le lettere di Lenin o i discorsi di Mussolini.

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Mercoledì 8 marzo, giorno successivo alla manifestazione, arriva poca gente alla Cava. Molti sono ancora traumatizzati dalla carica dei militari e preferiscono per un giorno starsene alla larga e vedere che piega prende il braccio di ferro tra Mondo Beat e la Questura.
Al momento della carica della polizia, Melchiorre Gerbino era riuscito a sgusciare tra la folla di curiosi che si assiepava su un marciapiede e assieme a Antonio Mariani, che gli teneva dietro, era andato a rifugiarsi dentro un cinema di Piazza Cavour. Oggi si dedica alla preparazione del menabò del quarto numero di Mondo Beat. Lo fa nel bar di fronte alla Cava, in uno sgabuzzino che Gaetano, il gestore, gli mette a disposizione, da dove può scorgere l’entrata della Cava mentre lavora.
In mattinata Giò Tavaglione gli ha portato un suo disegno già riprodotto in cliché, che gli era stato richiesto, e Gerbino con esso e con altri cliché da lui incettati nel cassone di quelli già stampati dal quotidiano L’Unità, compone un collage per un paginone di prima e ultima di copertina. Nel pomeriggio assieme a Umberto Tiboni si reca alla Tecnografica Milanese, dove consegna il menabò. Tiboni consegna alla tipografia l’assegno per il pagamento anticipato delle 7.000 copie di questo nuovo numero.

Il 9 marzo il giro alla Cava riprende normale, ma Via Vicenza é intasata come mai di curiosi, gente che ha letto sui giornali dello sciopero della fame e della manifestazione. Molte persone entrano al piano terra della Cava, dove c’è un’esposizione collettiva permanente di pitture e disegni, e per alcuni ragazzi e ragazze di Mondo Beat questa resta una giornata memorabile, perché vendono il loro primo quadro.

Mondo Beat e La Contestazione (Agenzia Franco Sapi – 10.3.1967)
 Di 'Zafferano', romano, non si conoscevano nome e cognome. Era amico inseparabile di Eros Alesi 'Pasticca'
Zafferano, Alfredo, Loredana – I giovani di Mondo Beat si affermano come artisti.

Intanto nello scantinato della Cava si fa il punto della situazione. Dei quaranta e più incappati nella retata con cui si è conclusa la manifestazione, tutti quelli non residenti a Milano sono stati diffidati dal soggiornarvi. Alcuni, che già lo erano, sono stati incarcerati. Tra i nuovi diffidati, alcuni hanno deciso di mettersi in viaggio; altri hanno invece deciso di restare a Milano, incuranti di finire in carcere; altri ancora vivono ore di indecisione e di ansia. A notte nello scantinato rullano i tamburi della Contestazione. Sono dei bongos, che qualcuno ha portato alla Cava, sui quali battiamo incessantemente tutta la notte.

Venerdì 10 marzo verso le 8 del mattino usciamo in 6 dalla Cava: Alfio D’Agosta Giuda, diffidato; Pierluigi Perronace Principe, diffidato; Albert Villi Augerau, diffidato; Ivan, un aristocratico di origine russa; Barry McBuir e io. Ci avviamo verso il liceo Parini, dove arriviamo pochi istanti prima che suoni la cicala d’ingresso delle 8,30. Non appena suona la cicala i 6 saliamo di corsa la scalinata d’accesso all’istituto e facciamo cordone umano tra due colonne che la delimitano… “Non mi direte – grido io, tra l’ammutolimento degli studenti – che morite dalla voglia di farvi seviziare dalla professoressa di matematica vergine cinquantenne coi baffi!”… Al che si fa largo tra gli studenti un giovane prete aitante -“Ora basta! – dice – Lasciateci passare! Altrimenti ci rimbocchiamo le maniche!” – e si rimbocca una manica: al che Barry McBuir alza un ginocchio e glielo dà nell’apparato genitale. Il prete s’inchina e si ritrae. Si levano allora le urla del preside del Parini, che da un portello della facciata dell’edificio si scalmana… “Tu! – gli grido io – Cerca di essere più serio e responsabile! Di non fare rincretinire questi giovani e farli crescere pecoroni come quelli della tua generazione!”- e così avanti, per dodici minuti di contestazione, finché si odono le sirene di due macchine della polizia che stanno arrivando, allora i 6 ce la diamo a gambe, mentre al nostro indirizzo il preside impazzito fa gesti irriferibili…
Rientrato alla Cava, io rinnovo gli slogan alle vetrate. In una CON UNA MANGANELLATA O UN FOGLIO DI VIA NON SI UCCIDE UN’IDEA; nell’altra STUDENTI, GRIDATELO DAI BANCHI!
Nel pomeriggio numerosi studenti del liceo Parini arrivano alla Cava.

Mondo Beat e La Contestazione – (Agenzia Franco Sapi – 10.3.1967)
Tutti i milanesi in grado di camminare passarono almeno una volta davanti alla Cava
Con la chitarra Albert Villi Augerau; col poncho Eros Alesi Pasticca. In piedi Zafferano e Cristo di Monza

Albert Villi Augerau era stato arrestato durante la Manifestazione di Contestazione del Sistema, diffidato e tradotto dalla polizia fino al confine di Ventimiglia. Ma Villi era innamorato di una bella ragazza di Verona, scappata di casa, e non appena era stato mollato dai poliziotti, da Ventimiglia aveva preso un treno ed era tornato a Milano. Incurante della polizia, quel 10 marzo mattina aveva partecipato alla contestazione della scuola italiana sulle scalinate del liceo Parini e ora, a sera, se ne stava a suonare la chitarra davanti alla Cava.

Mondo Beat e La Contestazione – (Agenzia Franco Sapi – 10.3.1967)
La gente, col passare del tempo, diventava sempre più amichevole con i giovani del Movimento e ne condivideva sempre di più le motivazioni
Melchiorre Gerbino prende una boccata d’aria fuori della Cava, assiepata fino a tarda sera di curiosi.

Le contestazioni individuali

Sabato 11 marzo Alfio D’Agosta, che ha partecipato alla Manifestazione di Contestazione del Sistema e alla contestazione della scuola italiana al liceo Parini, dice a Melchiorre Gerbino che è deciso a compiere un’ulteriore azione, personale, consapevole che sarà condannato a un mese di prigione perché è diffidato. I due pensano allora a qualcosa di spettacolare: Alfio D’Agosta incollerà su un cartello il foglio della diffida che gli è stato contestato, se lo metterà a tracolla e contesterà la Questura di Milano. Melchiorre Gerbino lo aiuta a preparare il cartello e chiama al telefono dei fotoreporter. Alfio D’Agosta si avvia a piedi dalla Cava verso Piazza del Duomo, per compiere quella che a Mondo Beat sarà ricordata come l’azione più esemplare. La Questura lo arresterà, ma non avranno il coraggio di metterlo in prigione. Lo imbarcheranno su un aereo e lo spediranno a casa in Sicilia, da dove Alfio D’Agosta ripartirà subito per tornare a Milano.

Mondo Beat e le contestazioni individuali (International Institute of Social History, The Netherlands – Corriere della Sera – Il Giorno – L’Unità)
La notizia della contestazione di Alfio D'Agosta travalicò le Alpi e il sistema italiano ne fu tanto imbarazzato che Alfio D'Agosta non venne incarcerato     'Unusual protest of a longhair in Piazza del Duomo'
Alfio D’Agosta Giuda contesta la Questura di Milano

Domenica 12 marzo Cristo di Monza, Morgan, Ronni e Eros Alesi Pasticca contestano la Questura a Piazza del Duomo. Non possono essere diffidati perché sono residenti a Milano, ma potrebbero finire in galera per resistenza a pubblico ufficiale.
Le due foto più divertenti tra le migliaia della storia di Mondo Beat.

Mondo Beat e le contestazioni individuali (AGI – Il Giorno)
 'Ronni' e Eros Alesi sorridenti nel cellulare, i poliziotti imbarazzati    Eros Alesi 'Pasticca', Morgan e Cristo di Monza nella foto più divertente della storia di Mondo Beat
Nel finestrino di sinistra del cellulare Ronni e dietro Eros Alesi – Nell’altra foto, da sinistra, Eros Alesi, Morgan e Cristo di Monza

Lunedì 13 marzo siamo visitati da due giovani avvocati, Alessandro Garlatti e Carlo Invernizzi, che hanno lo studio legale poco distante dalla Cava. Si dicono interessati a tutelare i nostri diritti e disposti a presentare al Tribunale di Milano un esposto contro la Questura per il comportamento persecutorio con cui agisce nei nostri riguardi. Sono allievi del celebre avvocato Francesco Carnelutti. Non chiedono soldi, ma notorietà. Accettiamo.

Martedì 14 marzo Melchiorre Gerbino passa a rovistare nel cassone dei vecchi cliché de L’Unità e ne trova due sul nostro sciopero della fame e due sulla contestazione individuale di Alfio D’Agosta Giuda e con essi va a completare il menabò del quarto numero di Mondo Beat, che è già in corso di stampa.

Mercoledì 15 marzo viene arrestato Albert Villi Augerau. Lo apprendiamo il giorno 16 dai giornali.

Mondo Beat e le contestazioni individuali (Il Giorno – L’Unità – Corriere della Sera)
Albert Villi Augerau dopo il carcere verrà deportato a Parigi con un volo da Milano   Albert Villi Augerau fu uno dei giovani più carismatici a Mondo Beat
Il Movimento perde Albert Villi Augerau

Mondo Beat e le contestazioni individuali – (Lo Specchio)

Arrivi alla Cava di diffidati da varie questure d'Italia e partenze dalla Cava di diffidati dalla questura di Milano
Melchiorre Gerbino fa contestazione da una vetrata della Cava

 

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Un commento

  1. Dove Antonio Di Spagna ebbe un ruolo importantissimo nella storia di Mondo Beat e nell’innescare a livello di massa la Contestazione, che era nata a Mondo Beat, e di cui egli fu un vero eroe, si puo’ leggere a questo link

    http://www.melchiorre-mel-gerbino.com/MondoBeat/MB14_guerra_6_giorni.htm

    Melchiorre Gerbino
    http://www.gettyimages.no/detail/news-photo/the-italian-director-of-mondo-beat-magazine-melchiorre-news-photo/141565998

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