Oltre ad avere dei dubbi sulla effettiva volontà delle multinazionali del petrolio di “rispettare” territori e cittadini lucani, ci sovviene qualche altra perplessità sugli interessi che ruotano intorno alla card per lo sconto sui carburanti. Ribadiamo che non siamo tra coloro che ritengono che vada restituita indietro e che non consideriamo affatto una elemosina il bonus per i patentati lucani. Ci prendiamo lo “sconticino” e lavoriamo per avere altri: preparandoci a una sorta di “rivoluzione” per far valere i nostri diritti. Non escludendo anche azioni eclatanti di un popolo abituato troppo spesso (magari con l’utilizzo di qualche “sedativo” ad personam o collettivo) a tacitarsi per interessi superiori. Non è un controsenso -almeno spero- il mio ragionamento: la card non ci soddisfa, ma ne accettiamo spirito e contenuto. Tocco ora a governo e Regione garantire sviluppo economico senza mettere nuocere ulteriormente al fragile equilibrio ambientale. L’impegno massimo da “leghisti”, sempre pronti a staccare la spina con lo “Stato matrigno”. Pronti, questa volta sì, alla “seccessione” da chi non riconosce il giusto valore a un territorio che garantisce energia a buon mercato all’intero sistema economico lucano. Provato a ribadire il nostro modesto parere, voglio tornare al non certo agevole meccanismo per erogare il bonus. Le card approntate da Poste Italiane, devono essere richieste agli sportelli entro l’inizio di settembre, un lasso di tempo cospicuo, ma che non ha evitato lunghe code. Ma se l’appalto delle oltre 330mila card fosse stato vinto da una società privata, si sarebbe creato qualche posto di lavoro? Le Poste, a fronte di un introito lordo che si aggira sui cinque milioni di euro, perchè non ha assunto qualche giovane lucano. Non voglio scimmiottare l’allora proposta del portavoce del governatore, Nino Grasso, che prevedeva un meccanismo diverso basata sui buoni benzina con la relativa richiesta di assunzione di un portalettere a comune (mi sembrava troppo semplicistica), ma ritengo che una struttura come le Poste che è sempre sotto organico e che come dimostrato in ultimo dalle proteste dei cittadini e amministratori di Policoro e Satriano, non riesce a garantire in tempo utile neanche la consegna della corrispondenza, non potrebbe ottenere una nuova commessa a costo zero. O meglio, incamerando una cifra corposissima, senza garantire lavoro aggiuntivo. Non è un caso che le code di questi giorni, vanno ad aggiungersi a quelle che normalmente si registrano in quasi tutti gli uffici postali della Basilicata. I funzionari sono oberati di lavoro (raccomandate, bollettini, pensioni, vendita di libri e gadget) che con difficoltà riescono ad ottemperare al lavoro aggiuntivo. Ripetiamo, quando un’azienda edile vince un appalto anche di poche centinaia di migliaia di euro si creano aspettative tra gli operai e tecnici disoccupati della zona nella speranza di poter trovare sollievo alla carenza di lavoro. PosteItaliane, invece, che per ogni card distribuita non otterrà meno di 15-20 euro rivenienti dalle royalties del petrolio, non fa altro che fare cassa. Se l’appalto, la commessa, il lavoro (chiamiamolo come vogliamo) fosse stato ad appannaggio di una società privata, siamo certi che oltre allo sconto benzina, i lucani avrebbero potuto anche festeggiare l’assunzione (magari provvisoria) di diverse decine di giovani. Non vorremmo che alla fine, a parte lo “sconto benziana” a guadagnarci fossero soprattutto le Poste. Con o senza code agli sportelli. Vorremmo essere smetiti dalla direzione delle Poste con assicurazione di nuove assunzioni.
Fonte: La Nuova del Sud











1 commento
Venosa60
17 luglio 2011 a 19:09 (UTC 0) Link a questo commento
L’articolo della “Nuova del Sud” mi sembra abbastanza rispecchiare quello che la maggior parte del Lucani pensa: “A noi sempre e solo le briciole” per tenerci buoni. Credo che dovremmo farci sentire di più! La nostra classe politica dovrà imparare a pretendere il giusto per il rispetto di una Regione e di un popolo che rischia, con molta probabilità, di perdere per sempre quella purezza dell’aria e dell’acqua che fino a qualche tempo fa avevamo e che, quanto meno, ci gratificava per il nostro vivere quotidiano in una regione d’Italia dove tutto, o quasi, non funziona ed è: “sempre precario”. Ancora una volta lo “STATO OPPRESSORE” ci tratta da miserabili. Chi sta dietro il rilascio delle “CARD”, visto che ogni volta che lo STATO deve dare qual’cosa subito pensa alle CARD? Probabilmente qualche politico o parlamentare o chi per loro! E’ solo una vergogna!