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ago 10

Moliterno: Partenza col botto per la Sagra del Canestrato igp – Stasera si replica fino a tarda notte

Grande successo di pubblico e di “palato” per la prima serata della trentesima edizione della Sagra del Canestrato IGP di Moliterno. Ieri sera i vicoli e le piazze del centro storico hanno fatto da sfondo alla kermesse gastronomica che esalta uno dei prodotti principe della gastronomia lucana, una specialità legata in maniera indissolubile al territorio in cui è prodotta, tanto da meritarsi, unico formaggio in Italia, il riconoscimento IGP (indicazione geografica protetta). Accanto al percorso gastronomico molto apprezzato anche per l’ottima realizzazione di un menù impostato sul Canestrato, la classica mostra mercato dei produttori e stagionatori del Canestrato. Tutto intorno il servizio impeccabile dei ragazzi della Pro Loco Campus di Moliterno che hanno organizzato la sagra nei minimi dettagli, mettendosi poi al servizio dei visitatori. E stasera si replica, con la festa che andrà avanti fino a notte fonda. Da mezzanotte, infatti, per onorare la notte di San Lorenzo, nella zona del Belvedere, ai piedi del castello medievale, musica e formaggio “sotto le stelle” con After Cheese, un party con tanto di session di percussioni house dal vivo.

Tavola rotonda

Canestrato IGP di Moliterno: un progetto pilota per lo sviluppo della filiera”

Nel tardo pomeriggio di ieri, il taglio del nastro della sagra era stato anticipato da una tavola rotonda, riservata agli addetti ai lavori, sul tema “Canestrato IGP di Moliterno: un progetto pilota per lo sviluppo della filiera”. Diversi gli spunti degni di nota all’interno di un confronto che si propone di essere il primo di una lunga serie tra gli attori ai quali spetta il compito di strutturare l’intera filiera legata al prodotto, per giungere così a livelli di produzione tali da consentire una buona commercializzazione del Canestrato. Un formaggio, quello di Moliterno, che ha sempre “camminato” sulle proprie gambe, facendosi spazio nei banchi gastronomia di tutto il mondo pur non avendo una rete commerciale e produttiva stabile alle spalle. Da un anno, però, le cose sono cambiate. Il riconoscimento IGP impone il rispetto di un disciplinare ben preciso e dà la possibilità di allargare gli orizzonti produttivi del Canestrato. Il PO Val D’Agri ha già stanziato 2milioni e 850mila euro per lo sviluppo della filiera. Un investimento consistente per quello che può essere definito il “formaggio dei due mari”. L’area di produzione coinvolge, infatti, 60 comuni, 14 nella provincia di Matera e 46 in quella di Potenza. Dallo Ionio al Tirreno, passando, ovviamente, per Moliterno, l’unico luogo in cui il formaggio può essere stagionato per essere riconosciuto come Canestrato IGP. Attualmente il fatturato annuo della produzione del Canestrato si aggira intorno ai 260mila euro all’anno, a fronte di un potenziale di oltre 10 milioni di euro. Alla tavola rotonda hanno partecipato, oltre al sindaco di Moliterno Giuseppe Tancredi e all’assessore alle attività produttive Raffaele Acquafredda, il responsabile dell’azienda agricola sperimentale Bosco Galdo dell’Alsia, Antonio Imperatrice, il commissario del Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese, Domenico Totato, i rappresentanti di Cia, Coldiretti e Confesercenti, il presedente del Consorzio di tutela del Canestrato, Antonio Pugliese e Giovanni Errani, uno dei massimi esperti di cooperazione agricola in Italia. Errani ha sottolineato le peculiarità che fanno della Basilicata una terra dalle grandi potenzialità in campo agricolo e in merito al progetto di filiera del Canestrato, ha suggerito la realizzazione di una rete di risorse e competenze per sviluppare la produzione e la redistribuzione. Con l’accortezza di non fare del localismo un peccato originale che possa macchiare lo sviluppo del prodotto: “E’ possibile – ha affermato Errani – costruire un progetto territoriale integrato che consenta di costruire un pacchetto di eccellenze enogastronomiche attorno al Canestrato. La grande distribuzione ha già messo gli occhi addosso a queste specialità, ora serve l’entusiasmo e la consapevolezza di poter fare grandi cose”. L’occasione è servita anche a presentare due primi progetti di riqualificazione legati al Canestrato, realizzati dagli architetti Cincotta e Melillo: il Recupero e adeguamento dei fondaci di stagionatura di Palazzo Parisi, dove dovrebbe sorgere anche un museo del formaggio oltre a un’area dedicata alla divulgazione e la Struttura logistica e piattaforma commerciale, ovvero una vera e propria “casa del Canestrato” con un fondaco consortile comune e locali adibiti alla commercializzazione del prodotto.

Carmen Ielpo


 

 

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