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set 05

Si sbriciola il Memorandum Defilippiano e con esso la politica da gruviera mineraria in Basilicata?

Verso il fallimento del Memorandum targato Vito De Filippo e Guido Viceconte e verso l?autorizzazione negata ai due pozzi estrattivi previsti dentro Viggiano, ovvero Monte “Enoc 6″ e “Monte Enoc 7″. Per quanto riguarda il Memorandum – e secondo quanto appreso da fonti vicine al Pd dagli attivisti dello “Smemorandum in Camper” durante la due giorni di permanenza a Viggiano – sembrerebbe che il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, non abbia voglia di firmare il decreto necessario a validare il Memorandum e le ?presunte infrastrutture?, in cambio di più petrolio estratto. Se la notizia raccolta a Viggiano dovesse trovare conferme ufficiali, occorrerà che il governatore lucano ritiri immediatamente l?Intesa concessa di recente alla messa in produzione dei 20 pozzi, tra cui alcuni nuovi pozzi da trivellare; che gli ideatori di questo tentato esproprio della volontà popolare che si chiama Memorandum ne traggano le dovute conseguenze, e che i sindaci lucani in generale e dell?area estrattiva in particolare, firmino la richiesta di moratoria che lo “Smemorandum in Camper” porta in giro per le piazze della Basilicata.  Per i due pozzi da realizzare nell?area franosa alle porte di Viggiano, invece, la notizia è ufficiale ed è stato lo stesso sindaco Giuseppe Alberti a dichiarare agli attivisti dello “Smemorandum in Camper” che non autorizzerà i pozzi (“Monte Enoc 6″ e “Monte Enoc 7″, ndr) dentro il paese. Consigliamo però al sindaco di vigilare: anche l?”Alli 2″ era stato mediaticamente chiuso da De Filippo dopo le contestazioni legate alla sua vicinanza all?ospedale di Villa d?Agri, mentre nella realtà, verrà semplicemente spostato di poche centinaia di metri.  Positivo, dunque, il bilancio dei due giorni dello “Smemorandum in Camper” a Viggiano, la capitale delle contraddizioni e della disinformazione sul petrolio. Sono stati distribuiti più di mille volantini e si è dialogato con centinaia di persone, approfittando sia della festività mariana, sia della voglia di approfondimento e di conoscenza che è stata riscontrata tra la gente del posto, la quale – in più di un?occasione – ha fatto capannello intorno agli attivisti della Ola (Organizzazione lucana ambientalista) e di NoScorie Trisaia.  Tra l?altro, i 51 viggianesi che abitano nei dintorni del centro oli – da anni in contestazione con l?Eni – hanno riferito che il loro avvocato è stato contattato dalla società mineraria italiana al fine di chiudere il contenzioso in atto da un decennio per i danni recati dal rumore, dall?olezzo, dalle emissioni acide e dalle lesioni alle proprietà edili. Ai 51 viggianesi ricordiamo che il valore di mercato delle loro proprietà non può essere riduttivamente quello del mercato locale (è l?Eni, società privata, che ha alterato le condizioni di vita dell?area e che obbliga a cercare altri luoghi per vivere) e che questa fretta dell?Eni di concludere potrebbe nascere dalle scadenze dello Stato sugli incentivi per le energie rinnovabili: l?area acquisita potrebbe servire, infatti, alla realizzazione di un mega-impianto fotovoltaico privato.  Il sindaco di Viggiano, infine, non ha permesso allo “Smemorandum in Camper” la collocazione di un banchetto per la raccolta di firme per proporre una legge regionale che porti i limiti di tolleranza all?inquinamento di H2S, ai livelli stabiliti dall?Organizzazione mondiale della sanità. A suo dire, ?non è mai stato dato un permesso per svolgere attività politica nell?area liturgica nelle giornate di festa patronale?, mostrando in tal modo di non conoscere l?intento apolitico e apartitico del viaggio del nostro camper nelle piazze lucane. Il divieto del sindaco Alberti ha solo vietato ai viggianesi di dare il proprio contributo ad una legge che tutelerebbe in primis l?area di Viggiano. Speriamo che il primo cittadino viggianese si faccia perdonare impegnandosi personalmente affinché sia consentita alla sua comunità la firma alla proposta di legge all?interno della Casa comunale.

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