«

»

ott 18

Dopo la chiusura di Fenice, a Sant’Arcangelo altri rifiuti?

Dopo le note vicende che hanno portato al blocco dell’attività del termovalorizzatore “Fenice” di Melfi, abbiamo cercato di capire quali possono essere le conseguenze per il futuro dell’Impianto di smaltimento rifiuti di Sant’Arcangelo il quale da qualche tempo, non senza difficoltà, sopperisce alle chiusure delle discariche comprensoriali di Moliterno prima e Lauria poi. Di conseguenza nella struttura santarcangiolese, nata per accogliere all’incirca 32 tonnellate al giorno, provenienti dai comuni della Medio Agri, le tonnellate giornaliere hanno toccato quota 75. Il sindaco di Sant’Arcangelo, Domenico Esposito, già in estate, non appena fu chiusa la discarica di Lauria, denunciò come l’aumento dei rifiuti avrebbe messo a dura prova la capacità dell’impianto. Minacciò addirittura le dimissioni da primo cittadino se la Provincia l’avesse obbligato ad accogliere la monnezza altrui ma poi, con spirito di solidarietà, acconsentì. Sarebbe stato per un tempo limitato, si disse a luglio e, invece, novembre è vicino. Oggi, mentre a Lauria si è ancora fermi, il tutto si complica ulteriormente con la chiusura di Fenice, poiché, oltre a non diminuire la quantità giornaliera in arrivo, viene meno la possibilità di liberarsi delle quantità di rifiuti che, resa “secco”, attraverso i vari processi, finiva al termovalorizzatore. L’impianto di Sant’Arcangelo è considerato un esempio positivo, proprio perché non si sono registrati malfunzionamenti di alcun genere e che ha ben risposto alle varie emergenze. “Tra l’altro è destinato, grazie all’assegnazione di fondi FESR, ad essere ammodernato per meglio rispondere alle esigenze future, le quali, passano anche attraverso un abbattimento dei costi” –riferisce il sindaco Esposito che aggiunge-, “riuscirà anche a garantire una separazione a valle della frazione non umida. Di qui la preoccupazione che quello che personalmente considero un impianto gioiello, nel momento in cui accoglie le sole quantità per cui è stato programmato, si trasformi nell’ennesima criticità nel momento in cui non si dovesse alleggerire l’attuale carico. La vasca è già quasi piena e se dovessimo essere costretti a versarci anche il secco destinato a Fenice, prevedo che tra 10-15 giorni, il gioiello prederà il suo valore con tutte le conseguenze del caso”.

L’impianto è gestito dalla Val d’Agri Spa, società a capitale misto pubblico-privato. Soci di maggioranza sono le ex Comunità Montane, Medio e Alto Agri, mentre socio privato è la Copeti S.r.l., di Francesco Copeti. Quest’ultimo, in qualità di amministratore delegato, ci ha illustrato le varie fasi di lavorazione.

Ma, ora più che mai, gli interrogativi non riguardano solo Fenice, Moliterno o Lauria. Vista la situazione della discarica potentina di Pallareta, ci si chiede che ruolo avrà il sito di Sant’Arcangelo, uno dei pochi idonei.

Fonte: Paolo Sinisgalli - Redazioneagri lasiritide.it

 

Permalink link a questo articolo: http://www.sarconiweb.it/gazzettavaldagri/2011/10/18/dopo-la-chiusura-di-fenice-a-santarcangelo-altri-rifiuti/

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.