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giu 11

Morìa di pesci nel Pertusillo «Colpa di un virus»

Claudio Nicola Spera liked this post

Prende corpo l’ipotesi che a causare la moria di pesci tre settimane fa nel Pertusillo, in corrispondenza di Masseria Crisci, sia stato un virus. Gli esami tossicologici eseguiti sugli esemplari morti acquisiti il 23 maggio dall’Istituto zoo profilattico hanno dato esito negativo. Nei pesci non è stata riscontrata alcuna traccia sospetta di pesticidi, metalli pesanti e policloruri bifenili (oli industriali). Esclusa anche la possibilità che la moria sia stata causata dalla presenza di qualche alga pericolosa, come è stato riscontrato dai test che non hanno rilevato, nei campioni di fauna ittica esaminati, la presenza di microcistine, ossia le tossine prodotte dalle alghe.

La conferma arriva dal direttore dell’Istituto zoo profilattico di Puglia e Basilicata, Vincenzo Quaranta. «Resta aperto il fronte delle malattie virali – dice – dal momento che le lesioni riscontrate, sia istologiche sia macroscopiche, sono riferibili alla setticemia primaverile delle carpe. Oppure potrebbe trattarsi dell’herpes virus. I test sono in corso e li stiamo eseguendo in collaborazione con il centro di referenza di Padova. Inoltre, stiamo facendo anche esami batteriologici».
Le analisi, quindi, confermerebbero quello che i tecnici dell’istituto zoo profilattico hanno sospettato fin dall’inizio quando giungendo sul posto erano stati colpiti dalle lesioni presenti sui pesci agonizzanti. Le cause della moria potrebbero riferirsi ad un virus, anche se gli esami batteriologici eseguiti nei laboratori di Tito, hanno evidenziato la presenza dell’«aeromonas».

Ma non sarebbe questa la causa principale della moria di carpe. Potrebbe essere, invece, una concausa. Il convincimento che ad uccidere i pesci sia stato un virus deriva dal fatto che sono state attaccate solo le carpe che possono essere soggette nei cambi di stagione a virus tipici di questa specie. Per saperlo con certezza bisognerà attendere i risultati delle analisi da Padova che dovrebbero arrivare in questa settimana. L’ipotesi del virus era stata fatta dallo stesso Quaranta già dopo un’osservazione diretta della situazione. Mentre resta ancora aperta l’indagine sulla moria di tre settimane fa continua a non esserci pace per il Pertusillo. Infatti, una «macchia oleosa» è stata notata, in questi giorni, sulla superficie del lago. La macchia è visibile da uno dei viadotti che si affacciano sullo specchio lacustre. Ancora l’alga cornuta, in coincidenza con l’aumento delle temperature, così come accadde due anni fa sempre nel lago del Pertusilo o c’è dell’altro?

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno – Pino Perciante

 

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