Al via la 31esima Sagra del fagiolo Igp di Sarconi. Una kermesse di due giorni – 18 e 19 Agosto – tutta dedicata a “Sua Maestà” il Fagiolo di Sarconi, star della cucina italiana e internazionale, che viene preparato dagli chef locali in decine di modi e si può degustare per le strade del suggestivo centro storico. Dai primi al gelato, dalla porchetta ai peperoni cruscki coi fagioli fino alla gustosa marmellata al fagiolo: uno stuzzicante percorso gastronomico da godere in compagnia di amici e parenti a prezzi veramente popolari. Non solo. La Sagra – che è diventata una delle più longeve e frequentate d’Italia essendo riuscita ad ospitare 30 mila persone negli anni passati – è di più. Mostre d’arte, artigianato locale, cabaret, spettacoli di strada e buona musica allieteranno le due sere, che divengono un coinvolgente mix di gastronomia e cultura. Tutto per la strada, tutto rigorosamente senza biglietto d’ingresso, fino a tarda notte. Tutto “ispirato” al fagiolo ed al fascino semplice e genuino di un prodotto e di una comunità genuini e generosi. L’appuntamento è per le 20.30.
La madrina d’eccezione quest’anno sarà Laura Barriales.
Pillole di storia
Il fagiolo di Sarconi ha una storia antica. Non si sa di preciso quando arrivò in Val d’Agri questo legume che venne in Europa sulle navi dei conquistatori del Nuovo Mondo, ma a partire dal Settecento la coltivazione in agro di Sarconi è ampiamente documentata. Componente fondamentale della dieta delle popolazioni lucane perché ricco di proteine, carboidrati, vitamine e minerali ma povero di grassi, il fagiolo è da sempre il “pane dei poveri”. Oggi conosciuto nelle mense di mezzo mondo, il fagiolo di Sarconi ha una caratteristica particolare: la cottura “a prim’acqua”, perché cuoce presto.
WWW.SAGRADELFAGIOLO.IT











1 commento
Barriales
18 agosto 2012 a 09:00 (UTC 0) Link a questo commento
PUBBLICATE ANCHE QUESTO COSI SAPPIAMO UN PO DI COSE!!!!
A Sarconi, la patria del fagiolo, la festa si farà, ma quest’anno senza la Partecipazione di chi ha sempre alacremente lavorato dietro le quinte. Una sagra che si svolge con successo da ben 31 anni e che richiama ormai migliaia di visitatori da tutta la regione e anche da quelle limitrofe.
«Peccato, però – spiega la presidente Nicla Di Maria – che il consorzio di tutela organismo deputato alla tutela e alla valorizzazione del prodotto ad indicazione geografica protetta (IGP), per la prima volta dal 1997, anno della
costituzione, non parteciperà all’importante kermesse valligiana.
Dopo attente valutazioni – ha dichiarato la presidente – il consiglio d’amministrazione da me presieduto ha ritenuto non opportuno patrocinare
l’evento e non concedere l’utilizzo del logo. Inoltre, non sarà presente con nessuno stand istituzionale della compagine associativa. Alla base
di questa drastica decisione – afferma la responsabile del Consorzio – vi è sicuramente il rapporto non buono creatosi con gli altri co-organizzatori che non riconoscerebbero al consorzio stesso la centralità e le proprie
funzioni esclusive nel fare valorizzazione e tutela, consentendo così una maggiore qualità del prodotto ad appannaggio del consumatore ». «Se un prodotto – continua la presidente – per quanto buono non rappresenta una fonte di profitto per chi lo commercializza o per chi lo serve alla sagra e non c’è alcuna possibilità che possa diventare fonte di profitto per chi lo
produce, allora l’evento di valorizzazione perde di significato. Quanti marchi, quanti disciplinari nell’ottica sbagliata, quante certificazioni di conformità,
quando poi in manifestazioni e sagre si mette a rischio l’immagine
del prodotto facendo svanire tutto il lavoro del mondo della produzione?
Quante campagne promozionali mal indirizzate, quanti soldi sprecati? A questo punto le politiche e le strategie di valorizzazione dei prodotti alimentari, ed in particolare dei fagioli di Sarconi dovrebbero essere “resetta – te”». «Reset si traduce come: “pulire tutto e tornare indietro iniziando
daccapo. Le sagre come quella di Sarconi da sempre hanno rappresentato
un valore aggiunto per la Basilicata’, sia per la valorizzazione del prodotto che per il turismo – ripete Di Maria – questo è vero, ma adesso, a nostro avviso, sta prendendo la strada sbagliata perché attualmente Manifestazioni organizzate in questo modo servono solo per fare cassa: non il consueto momento di discussione (convegno) con ricercatori ed esperti del settore sulle varie e complesse problematiche della produzione di fagioli, non un resoconto annuale dello stato attuale e delle prospettive
future, non un contatto diretto con i produttori con dimostrazioni sul campo
e degustazioni; mi sembra che si stia pensando solo alla vendita dei
piatti e al mercatino dei prodotti tipici senza badare ai veri protagonisti
della sagra che sono i fagioli di Sarconi. A questo puntoaggiunge
la presidente – confidiamo negli organi regionali preposti che facciano luce sulla situazione di alcune sagre di vecchia tradizione che spesso Beneficiano di decine di migliaia di euro di contributi da enti regionali e sub
regionali e che dalla vendita delle pietanze incassano migliaia di euro,
ma che a nostro avviso andrebbero meglio regolamentate per impedire il perdurare di un andazzo che fa comodo solo al “sotto – bosco” della politica paesana delle Amministrazioni Comunali travestite da Pro Loco. Spero che in futuro – conclude la responsabile – si ritorni a parlare di Fagioli di Sarconi alla sagra di Sarconi e che la sagra ritorni ad essere la vera sagra dei fagioli di Sarconi».