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Gianni Pittella: “Il Sud deve muoversi”

Da Atene alla Basilicata: Gianni Pittella non rinuncia a introdurre la serata di festa per i due anni di attivitá in Consiglio regionale di Mario Polese. Giovane avvocato e  politico dinamico, con il senso della concretezza e di un rapporto diverso con i cittadini elettori. Con i quali cerca di non rinunciare a un dialogo positivo. Camminare e costruire insieme.
Una festa con tanti invitati, davvero tanti e che rappresenta un momento di riflessione sui grandi temi della politica e dell’Europa, anzitutto.
“Se la Grecia chiude le frontiere verso la Macedonia e l’Albania, migliaia di disperati non avranno alcuna alternativa.” Solidarietá significa accoglienza, rispetto. Umanitá da non trascurare, precisa  Pittella.
Non pochi i riferimenti alla sua attivitá e al Mezzogiorno, come punto di approdo in cui si colloca Matera 2019. “Occasione da non perdere” mette in evidenza, che non si ripresenterá per decenni e forse per generazioni e generazioni.
Proprio da questi temi prende spunto l’intervista al Presidente del gruppo dei socialisti e democratici al Parlamento europeo, a cominciare dalla visita di Juncker in Italia, senza escludere le questioni legate alla ricaduta sugli orizzonti dello sviluppo, della crescita economica e del lavoro. Certo il cielo si è rasserenato e le relazioni con Renzi sono senz’altro migliorate, appunto in occasione della recente visita.

“È chiaro che i rapporti erano dialettici e rimarranno dialettici. È positivo che il presidente Juncker abbia detto e ribadito che l’austeritá cieca e sorda non serve. Noi gli abbiamo dato 191 voti proprio perchè lui sostiene che accanto al rigore serve la crescita e la creazione di posti di lavoro. Questo è stato sancito anche nell’incontro con Renzi, adesso aspettiamo che venga messo in pratica. Anche perchè non si tratta di parole al vento.”

Cosa si dovrá fare per consolidare  questa linea?

“Noi intanto aspettiamo che tutte le spese per accogliere i migranti, per le infrastrutture, per la sicurezza e per altro ancora, come il cofinanziamento dei fondi strutturali vengano sottratte al Patto di stabilità. Il che darebbe nuovo ossigeno all’economia. Non si tratta peraltro di una semplice speranza, ma di un dato obiettivo. ”

Il Mezzogiorno può sperare che i tempi cambino?

“Il Sud non solo può ma deve sperare e deve muoversi. Certamente il governo Renzi sta facendo una politica espansiva che fa bene al Sud. Ma il Sud deve sapere di poter contare su una condizione di assoluto favore giacchè le regioni meridionali sono tutte governate da uomini e donne del Pd. Il Presidente del Consiglio è del PD con gran parte del Governo. Poi c’è il Masterplan, il Piano per il Sud. Se in questa congiuntura unica e favorevolissima non  riusciamo a programmare insieme almeno una parte  dei fondi  strutturali provenienti  dall’Unione europea, vuol dire che non meritiamo la fiducia dei cittadini.”

Rocco De Rosa


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