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Lago del Pertusillo: omertà e disinformazione PDF Stampa E-mail
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Scritto da Antonio Di Matteo - Estremo Centro Basilicata   
Lunedì 31 Maggio 2010 09:41

Silenzio tombale degli organi di informazione regionali sulla situazione della diga del Pertusillo. Uno strano connubio tra potere politico, interessi industriali e organi mediatici. Tutto il mondo mediatico asservito, che omette le verità, che oscura i fatti e che disinforma la popolazione lucana, illudendola che tutto vada bene. In questo campo, le differenze tra destra e sinistra, scompaiono. Un esempio è anche quello rappresentato dall’assessore all’ambiente

Agatino Mancusi, che si riunisce con gli enti locali per discutere le problematiche ambientali del territorio, ma da queste riunioni esclude gli organi di informazione, negando notizie alla popolazione interessata dalla vicenda particolare. Un modo di fare alquanto inusuale, per non dire altro.

 

Con l’acqua della diga, viene ancora prodotta energia elettrica, nella vicina centrale idroelettrica, e dopo, invece di essere indirizzata al depuratore per essere potabilizzata, viene riversata direttamente nel fiume Agri. Questo lo si può notare anche dal copioso flusso di acqua che riempie il letto del fiume, del tutto inusuale in questo periodo dell’anno. Perché accade ciò? Perché l’acqua della diga è talmente inquinata che neanche i depuratori riescono a potabilizzarla.

Gli enti regionali preposti alle dovute verifiche tacciono, nascondono le analisi, rilasciano qualche nota alle agenzia di stampa, ma nascondono le cause vere di questo improvviso scurirsi delle acque. La verità, che ci viene nascosta, è che la diga è completamente nera e presenta una schiuma superficiale biancastra, che si aggiunge ai tanti rifiuti solidi urbani e pericolosi presenti sulle rive del lago. La popolazione limitrofa ed interessata, tace, perché rassicurata dai fallaci organi di informazione lucani. Gli enti preposti non sanno cosa fare per risolvere la situazione, non sanno come intervenire e non sanno come tamponare, non ne hanno i mezzi e le capacità.

Anche la pista investigativa, che riguardava lo sversamento di melassa da uno stabilimento industriale di Viggiano, è stata dimenticata, forse perché falsa o almeno non rilevante, ma comunque ha sviato l’opinione pubblica dalla vera causa dello scempio. Una spiegazione infatti potrebbe essere l’emissione di idrogeno solforato, proveniente dai pozzi petroliferi e dal centro oli, oppure il susseguirsi illegale di sversamenti di reflui fognari, oppure di reflui industriali e petroliferi, o tutte e tre le cose insieme, e chissà cos’altro che noi non sappiamo, che non si deve sapere, e che a Potenza, assessori e presidenti, sanno. Le domande che tutti noi dovremmo farci sono molte.

Alcune potrebbero essere: perché nessuno parla più di questa questione, anche se ancora la diga è nera? Perché gli enti preposti non rendono pubbliche le analisi? Sul sito dell’Arpab non c’è neanche una foto, neanche una parola sull’accaduto, tutto per non creare falsi allarmismi. Ma le trote e i pesci nella diga sono impazziti? E se tutto è in regola perché l’acqua non viene normalmente depurata? Un’omertà schifosa. Perché i giornali e i telegiornali non ne parlano? Io personalmente ho informato via e-mail Striscia la Notizia, Ambiente Italia, il TG3 e il TG2 sperando in un loro interessamento, perché non riesco più a fidarmi degli enti regionali. Altre domande potrebbero essere: perché l’assessore Mancusi, nelle sue riunioni con gli enti locali, sia in questa occasione, che nell’occasione delle estrazione petrolifere nell’alto Bradano, tiene fuori gli organi di informazione? C’è qualcosa da nascondere? C’è qualcosa che non si dovrebbe sapere?

E poi: i consiglieri regionali di destra e sinistra eletti in quelle zone cosa hanno detto? Hanno visto le acque nere? E possibile che non gliene freghi assolutamente nulla della loro popolazione e del loro territorio? Vorrei ricordare anche un’altra cosa: le acque del Pertusillo si riversano nell’Agri, attraversano vari territori comunali, arrivano fino alla diga di Gannano e poi parte viene utilizzata per l’irrigazione della piana metapontina e parte viene riversata ancora nell’Agri, fino ad arrivare al mare, tra Policoro e Scanzano Jonico, dove molti lucani vanno al mare.

Solo una radio si salva in questo mondo omertoso: Basilicata Radio 2, e le foto inserite in questo articolo le ho prese dal loro sito internet.

Fonte: Antonio Di Matteo - Estremo Centro Basilicata

 

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