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Aggiornamento sulla diga del Pertusillo PDF Stampa E-mail
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Scritto da Antonio Di Matteo   
Lunedì 14 Giugno 2010 10:48

Il 12 giugno sulla emittente radiofonica Basilicata Radio 2, c’è stata un’intervista al sindaco di Spinoso, paesino che si affaccia sulla diga, Pasquale De Luise, giovane primo cittadino, che ha riassunto brevemente le recenti vicende del Pertusillo: “Il primo giorno in cui mi sono imbattuto in questo rivolo rosso è stato il 18 maggio, immediatamente ho fatto un fax a tutte la autorità competenti. Due giorni dopo abbiamo commissionato uno studio privato, per fare delle analisi. Abbiamo ricevuto risposta dopo due giorni e dalle analisi, è venuta fuori la presenza dell’alga cornuta, alga già presente da tempo nella diga. Non ci siamo fermati e abbiamo commissionato altre analisi all’Agrobios, attraverso al provincia di Potenza. Non ricevendo dopo 4 giorni le analisi ufficiali dell’Arpab, abbiamo inviato un fax all’assessore all’ambiente Mancusi chiedendo urgentemente un incontro per parlare della situazione. Così è nato l’incontro, e non per iniziativa dell’assessore. Peccato non sia stata presente la stampa all’incontro (per volontà dell’assessore), anche per una questione di trasparenza, la democrazia …”

Raccogliendo altri spezzoni dell’intervista, si può apprendere che: “C’è stata poca attenzione da parte della regione.” In più: “l’alga si è propagata nella diga nei giorni successivi. Dalle analisi si apprende che il tutto è dovuto al cambiamento della fotosintesi, tra troppa luce e troppa umidità. Non si era mai avuta negli altri anni una situazione del genere, che ha favorito questa crescita abnorme.” Le analisi dell’Arpab sono state inviate ai sindaci e agli altri enti locali. Ma una domanda sorge spontanea: perché non pubblicarle su qualche giornale? Per non darle alla stampa? Perché non pubblicarle sul sito dell’ente o di qualche altro ente?

Ma al sindaco non è stato chiesto ad esempio: il potabilizzatore sotto Missanello funziona, è attivo oppure no? E se non funziona, perché? Qual è la causa scatenante di questa sovreccitazione dell’alga? Ma il sindaco si è fatto scappare di bocca una frase emblematica e che riassume tutta la situazione: “Ma l’alga qualcosa se la deve mangiare, si deve nutrire di qualcosa.” E dopo poche battute ha continuato il discorso aggiungendo che “ci sono alte concentrazioni di nitrati”. Tesi che ragionevolmente tutti sostengono, ma che mai nessun politico ha detto pubblicamente. Perché? Perché, per diminuire l’inquinamento della diga e permettere un abbassamento della concentrazione di nitrati, bisogna eliminare un’altissima quantità di allevamenti animali, e soprattutto bovini. Un discorso mal accolto dalle popolazioni della Val d’Agri. L’altra accortezza possibile era aprire le saracinesche della diga, rilasciando acqua e favorendo un ricambio della acque.

Una vacca produce 83 chilogrammi di azoto all’anno, che va moltiplicato per il numero totale delle vacche presenti sul territorio sovrastante la diga del Pertusillo. Un inquinamento considerevole, a cui si aggiunge il possibile sversamento di melassa attuato dai uno stabilimento di Viggiano, su cui stanno indagando le forze dell’ordine, in più, possibili ripercussioni dell’inquinamento proveniente dai pozzi petroliferi e dai gas rilasciati dai processi chimici che si svolgono al centro oli di Viggiano, e chissà quali altre fonti di inquinamento che noi possiamo solo immaginarci.

In poche parole il processo che ha portato al totale annerirsi della diga potrebbe essere questo: per molti anni ci sono stati sversamenti illegali, sversamenti legali, flussi di liquami dalle stalle, inquinamento in generale, altre fonti di disturbo. Inquinamento e condizioni climatiche favorevoli hanno aiutato di molto l’abnorme proliferare dell’alga, che ora però inizia a morire, essendo finiti i nutrienti o l’ossigeno nell’acqua della diga, usato nella fotosintesi. Ecco perché anche i pesci soffocano e respirano a malapena. In più l’alga inizia ad imputridire e ad emanare quel fortissimo tanfo nauseabondo che si sente passando vicino l’invaso. Un tanfo dovuto alla decomposizione anaerobica dell’alga, che aggrava ancor più l’ecosistema della diga, negando ancor più aria e nutrienti alle altre forme di vita. Tutti si ostinano a dirci che la responsabile di tutto è l’alga cornuta, cioè che essa sia causa e conseguenza. Ma pensare questo è da idioti, soprattutto conoscendo i precedenti. Molti sono ciechi o finti ciechi, non vedendo che la causa di questa situazione è l’inquinamento perpetuato per anni e la conseguenza è l’alga, che ha come uniche colpe quelle di essere innocua, di nutrirsi di nitrati, di subire gli effetti climatici eccezionali della valle dell’Agri e di essere cornuta.

L’ente preposto per le analisi, l’Arpab, ha adempiuto il proprio dovere, monitorando ed analizzando le acque della diga, ma le analisi dove sono? Sono sul sito web dell’ente? Sul sito dell’Arpab non c’è un fico secco in merito alla questione della diga del Pertusillo. Ma a cosa serve questo sito? A cosa serve questo ente? A cosa servono le Arpa regionali di tutta Italia, se poi le analisi, i dati, le statistiche ambientali se le tengono ben strette nei loro cassetti? Qualche cosa da nascondere c’è?

Antonio Di Matteo - Estremo Centro Basilicata

 

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