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L’ultima “fiammata” al centro Olio di Viggiano, sbarca sui banchi di Montecitorio. A portare la questione alla camera dei deputati è la parlamentare radicale Elisabetta Zamparutti che ha presentato un’interrogazione al ministro delle Attività produttive e a quello dell’Ambiente. «Nel corso dell'attività estrattiva - spiega nel testo - si è verificato un ennesimo innalzamento della torcia, con fiamme che superavano di certo i 20 metri di altezza.
Un fumo nerissimo ed alto accompagnava le fiamme; questa volta, tuttavia, si è associato un fenomeno alquanto preoccupante: un incendio annesso all'area immediatamente circostante alla torcia» «I lavori di ampliamento del Centro Olio - continua la parlamentare radicale - presuppongono un aumento della produzione in vista della "fermata fisiologica" dell'impianto» ma, riprende, «di notte, si verificano "sbuffate" della torcia con innalzamento preoccupante delle fiamme, come è accaduto l'ultima volta nella notte tra lunedì 19 e martedì 20 luglio». Come più volte sottolineato anche dalle colonne di questo giornale e riprese nell’interpellanza «gli abitanti dell'area chiedono risposte certe e non più rassicurazioni, così come avviene ormai da troppo tempo». Visti i precedenti e le preoccupazioni degli abitanti, la Zamparutti chiede: «per quali ragioni, sempre più spesso, nell'area circostante il Centro Olio sia possibile sentire il rumore degli allarmi del centro che si attivano per avvisare gli operai di qualche pericolo» e «per quali ragioni sia stato previsto un ampliamento del centro ». A segnalare la questione attraverso il proprio sito è stato il “Laboratorio per Viggiano”, il sodalizio politico guidato dal medico Giambattista Mele, consigliere di opposizione nel comune valdagrino. «Sempre più spesso - ha affermato il responsabile di Laboratorio per Viggiano - di notte, si verificano "sbuffate" della torcia con innalzamento preoccupante delle fiamme,come è accaduto (l'ultima volta nella notte tra lunedì 19 e martedì 20 luglio all'incirca alle ore 00,45) possiamo stare tranquilli? Molti gli interrogativi. “Cosa dobbiamo aspettarci ancora, dopo l'incendio di ieri sera? E se non si riuscisse a domarlo? E' il caso di capire come mai, sempre più spesso, ascoltiamo le sirene del centro Olio che si attivano per avvisare gli operai di uscire fuori da quell'area? Sono queste le domande - conclude Mele - cui vorremmo avere risposte certe e non le solite rassicurazioni del caso, così come avviene ormai da troppo tempo. Senza contare poi, le implicazioni che "l'affaire petrolio" comporta sull'economia, sull'ambiente, sul lavoro e più in generale sulla società.
Il Quotidiano della Basilicata
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