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Che vergogna quelle card benzina! PDF Stampa E-mail
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Scritto da Csail – Filippo Massaro   
Venerdì 03 Giugno 2011 09:04

In attesa di una nuova trovata del portavoce del Governatore (ricordate quella dell’opportunità di lavoro stabile per 130 nuovi postini in Basilicata?) il Csail si prepara a rispedire indietro la carta elettronica“bonus idrocarburi” che dovrebbe arrivare presto nelle case degli automobilisti lucani”. L’annuncio è del presidente Filippo Massaro sottolineando che “i calcoli sono presto fatti: al lordo degli oneri di gestione e distribuzione della carta ogni patentato riuscirà a fare un solo pieno di benzina o gasolio. Davvero umiliante. Altro che piatto di lenticchie. Uno spreco di poco meno di 33 milioni di euro che si potevano certamente utilizzare in maniera più produttiva, efficace e con risultati per l’occupazione. Non certo – aggiunge Massaro – mettendo in pratica la fantasiosa sciocca e demagogica idea del portavoce del Governatore dei130 nuovi postini quanto piuttosto innescando un meccanismo di prestiti a tasso zero per i giovani disponibili ad avviare una propria impresa, perché il dramma vero specie nelle aree petrolifere della Val d’Agri e del Sauro è emigrazione e disoccupazione dei giovani laureati.Proprio oggi leggiamo dati di Almalaurea secondo i quali i laureati lucani disoccupati sono il 13 per cento una fetta dei quali è compresa tra i 35 e i 44 anni con il rischio, dopo qualche lavoretto precario ed umiliante, di vivere per sempre ai margini del mercato del lavoro.

Per questo il Csail-Massaro organizzerà una nuova protesta che consiste nel“rispedire indietro la card” perché offensiva della dignità dei lucani oltre che strumento di forte discriminazione per quanti, specie pensionati massaie ed anziani, non hanno la patente o in famiglia hanno un solo patentato. Non è una giustificazione – aggiunge Massaro – quella diffusa in queste ore sul fatto che senza il decreto si sarebbe perso il beneficio dello sconto sulla benzina, perché per noi non è alcun beneficio ma solo un atto di vergognosa demagogia. Purtroppo i fatti dimostrano che le lobby petrolifere – continua Massaro – sono più forti delle istituzioni regionale e locali in quanto lo sconto sulla benzina e sul gasolio per auto si alimenta con una copertura extra del 3% delle royalites che passano dal 7 al 10%: spiccioli in confronto alle royalites che percepiscono in Canada che sono del 50% oin Norvegia dove leroyalites per il territorio sono addirittura dell’80%. Ben poca cosa in confronto agli 80 cents su un dollaro sul valore delle estrazioni che già dal 2000 percepisce il territorio dell’Alaska e dei suoi abitanti che hanno un reddito pro capite grazie alle sovvenzioni del petrolio medio di 64.000 dollari/anno, pari a 50.000 euro/anno attuali, mentre prima erano i popoli a più basso reddito dell’America. E contestualmente il Csailrilancerà la campagna contro il caro benzina-gasolio che si paga anche alle stazioni di carburante dell’Eni che estrae e “rapina” da noi il petrolio.

Il Governatore attuale De Filippo e il precedente Bubbico con la tuta da benzinai ad una stazione Agip-Eni sono stati individuati dal Csail quali testimoni della campagna contro il caro carburante lanciata attraverso il sito www.csail.it e con materiale diffuso in Val d’Agri e Sauro.

“E’ facile scaricare sul Governo ogni responsabilità per i prezzi ancora record di benzina e gasolio, come fa l’ex Governatore della Basilicata ed attuale senatore del Pd Filippo Bubbico, ignorando o fingendo di ignorare le proprie gravi responsabilità nella fase di contrattazione con l’Eni per il petrolio lucano”.

I cittadini lucani – aggiunge l’ing.Massaro – sono doppiamente beffati: da una parte pagano alla pompa 1,58-1,60 euro al litro per la benzina verde, più del resto d’Italia, e dall’altra continuano a raccogliere le briciole per l’estrazione degli idrocarburi dalla Val d’Agri.

Il Csail che già in altre occasioni ha promosso la campagna di “boicottaggio” delle stazioni di carburante dell’Eni specie dopo i nuovi aumenti alla pompa rinnova l’invito agli automobilisti lucani

a non fare il pieno di carburante all’Eni. E’ un segnale – sottolinea Massaro – che si può inviare ai manager del “cane a sei zampe” della volontà di un popolo che non è più disponibile a subire il “furto” delle proprie risorse energetiche senza alcuna contropartita.

Csail – Filippo Massaro

 

 


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