forex trading logo

VISITACI

IL SITO SI E' TRASFERITO

A QUESTO INDIRIZZO:


www.gazzettavalgadri


CONTINUATE A SEGUIRCI NUMEROSI!


Così le le api ci salveranno PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Mercoledì 13 Gennaio 2010 09:53

Uno sciame di api ci salverà da pesticidi, radionuclidi e metalli pesanti. Il Comune di Rotondella si affiderà alla laboriosa ape operaia e al suo pregiato nettare per monitorare lo stato di salute del suo territorio municipale. Una zona che vive di agricoltura intensiva - si producono pregiate qualità di albicocche -, all’interno della quale esiste anche un’attività petrolifera, con il contestato pozzo Rivolta 1 realizzato all’interno del torrente omonimo, a 200 metri dall’Itrec di Trisaia. L’Itrec è la struttura di gestione delle attività nucleari all’interno del centro Enea, con la presenza di residui radioattivi di I, II e III categoria, comprese le pericolose barre americane di Elk River all’uranio-torio, mai restituite ai legittimi proprietari. «Il meccanismo che coinvolgerà le api - spiega il vicesindaco, Walter Lobreglio, Pd - è in apparenza molto semplice, perché si tratta di andare a monitorare radiotipi, pesticidi e metalli pesanti eventualmente presenti nel miele prodotto dalle api, oltre a monitorare costantemente l’eventuale moria degli stessi insetti». In base ai livelli determinati, si potrà poi stabilire il grado di allarme e di preoccupazione o il grado di tranquillità sulla stato di salute dell’ambiente, esseri umani compresi. Un progetto apparentemente semplice, ma che nella sostanza avrà bisogno di una buona organizzazione territoriale, con le arnie collocate in specifiche zone e, soprattutto, con uno standard di rilevamento costante. Il progetto, che per il momento dispone solo di un piccolo finanziamento municipale, sarà gestito da volontari e verrà realizzato in cooperazione con l’Alsia e con il professor Claudio Porrini dell’Università di Bologna. Di fiore in fiore, di polline in polline, dunque, queste laboriose api, senza le quali l’uomo non potrebbe sopravvivere sulla terra, daranno una mano a capire come la chimica, la petrolchimica e la radioattività si muovono nel territorio meta pontino, andando a monitorare uno dei prodotti alimentari più naturali, diventato sinonimo di dolcezza e di energia: il miele. Non vi fidate dei rilevamenti e dei dati ufficiali, o è la tecnologia usata che non vi convince? «Ma no, non è così che va posta la questione. È un progetto sperimentale – risponde ancora Lobreglio – che coinvolgerà un po’ di ragazzi e monitorerà l’am - biente con le possibilità che l’ambiente stesso ci offre, ricorrendo a questo insetto così importante nei delicati ecosistemi della Terra. Abbiamo da tutelare sia un mercato di pregiata albicocca e sia la salute dei cittadini e questo sistema di rilevamento, oltre che naturale è comunque tecnologico. Non va visto come alternativo o in contrapposizione ad altri sistemi più convenzionali. È solo una possibilità in più di fornire controlli rassicuranti». Non è una sfiducia verso i rilievi realizzati dall’Arpab? «Come amministratori e come cittadini – dichiara il sindaco, En - zo Francomano, Pd – siamo molto tranquilli sulla condizione del nostro ambiente e sulle rassicurazioni che riceviamo. Vogliamo semplicemente monitorare con più attenzione il nostro territorio, ricorrendo ad un maggior numero e qualità di controlli anche per rassicurare i cittadini dalle possibili preoccupazione relative alle tante informazioni che oggi veicolano sulla stampa, su internet, in tivvù. Agiamo in accordo con le istituzioni, avendo chiesto alla Prefettura una conferenza di servizio con la Sogin (la società che gestisce l’Itrec, ndr), la stessa Enea, la Regione e la Gas Plus, la srl concessionaria del Pozzo Rivolta 1. Lo scopo è quello di avere maggiori e dirette garanzie sulla perforazione forse un po’ troppo vicina all’Itrec». Una riunione che si spera porti in discussione anche la risposta che la Sogin avrà nel frattempo dato all’Ispra, Isitituto superiore per la ricerca e protezione ambientale, proprio in merito ai possibili rischi di subsidenza e di inquinamento del pozzo Rivolta.

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

 

Quanti ci visitano




Powered by SarconiWEB. - - - Created by Vincenzo SCARANO