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Scritto da SarconiWEB
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Mercoledì 12 Maggio 2010 08:29 |
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Ci sono voluti 35 anni perchè ad Ottavia De Luise, 12 anni il giorno della scomparsa, il 12 maggio del 1975, fosse ridata la dignità negata. Anche in questa storia ci sono tanti interrogativi senza risposte. Innanzitutto come ci si può dimenticare di una bambina in un paese di neanche 2.000 abitanti dove tutti conoscono tutti? E poi come si possono concludere le indagini all'improvviso e addirittura sporcando il nome della bambina quasi a voler giustificare la carenza di impegno nel modo di condurre il lavoro di ricerca?
“Il minimo che oggi possiamo fare – ha detto don Marcello Cozzi, coordinatore di Libera Basilicata - non è soltanto il ricordo ma incoraggiare e sostenere costantemente il lavoro delle forze dell'ordine perchè possano ritrovare quello che resta di Ottavia e perchè finalmente anche la sua mamma possa avere un posto dove portarle un fiore”. Poi don Cozzi rivolge un pensiero al responsabile della scomparsa di Ottavia. “Chiunque sia stato ha un solo modo per poter chiudere in pace la propria esistenza terrena: dare quiete a Ottavia indicando il luogo dove l'ha sepolta e confessando le proprie responsabilità. E anche se gli uomini non potranno capire il perchè del suo gesto, il Padre Eterno capirà il perchè del suo silenzio, si affidi almeno a Lui! Ad Ottavia e alla sua famiglia – ha concluso don Cozzi – vogliamo fare una promessa: non ci dimenticheremo di lei finchè anche a lei non verrà finalmente assicurato un sepolcro sul quale poter pregare”.
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