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Era stato lui a scrivere che quella bambina era una poco di buono, perché veniva molestata dai vecchi del paese in cambio di pochi spiccioli. Agli investigatori, ieri mattina, ha dovuto spiegare anche questo particolare. Il brigadiere Giuseppe Nitto da Buccino, in provincia di Salerno, in pensione già da qualche anno, è il carabiniere che 35 anni fa ha indagato sul giallo di Ottavia De Luise, la bambina scomparsa sulla strada che collega
Montemurro e Armento il 12 maggio del 1975. La sua convocazione in Procura, come persona informata sui fatti, era prevista per mezzogiorno. A quell’ora l’ex brigadiere si è presentato nell’ufficio del sostituto procuratore Sergio Marotta, al quarto piano del palazzo di giustizia, entrando dalla porta secondaria, per evitare di essere visto da cronisti e fotografi. Il brigadiere, all’e poca, era l’unico carabiniere in servizio a Montemurro. Era responsabile dell’ordine pubblico e doveva occuparsi anche delle indagini di polizia giudiziaria. Ha spiegato al pubblico ministero che la sua attività investigativa sul caso De Luise era stata corposa e impegnativa. Il brigadiere ascoltò decine di testimoni. Poi si convinse che la pista della pedofilia era quella che l’avrebbe portato alla soluzione del giallo. Fu così che decise di spremere Peppino il «viggianese », un anziano che si era trasferito a Montemurro e che, dopo la morte della moglie, viveva da solo. Scrisse una dettagliata informativa al magistrato con gli indizi che aveva raccolto. Il «viggianese» fu anche sottoposto a ispezione corporale da un medico dell’ospedale. Risultò che era pieno di lividi e ferite di cui non riuscì a spiegare la natura. Troppo poco per arrestarlo. L’indagine per «rapimento di minore ai fini di molestie» fu archiviata perché mancava la querela dei genitori di Ottavia. Per il brigadiere il caso, ormai, era chiuso. Finché Settimio, uno dei fratelli di Ottavia, ha deciso di presentare una denuncia in Questura a Potenza. Secondo Settimio sua sorella è stata violentata e uccisa nei terreni di Andrea Rotundo, in contrada Carmine. Un’indicazione che gli è arrivata con una lettera anonima che, poi, Settimio, in un momento di ira, ha distrutto. E’ per questo che gli agenti della polizia scientifica stanno cercando nei terreni di Rotundo. Ieri pomeriggio, dopo l’interrogatorio del brigadiere, il pm Marotta e il capo della Squadra mobile, vicequestore aggiunto Barbara Strappato, hanno raggiunto gli investigatori dell’Ert (Esperti in ricerca tracce) di Roma e gli agenti della polizia scientifica che erano a Montemurro già dalla mattina. E il brigadiere? Settimio ha denunciato anche lui: «Favoreggiamento». Sarà riuscito ieri a chiarire la sua posizione? Sarà il magistrato a stabilirlo.
Fabio Amendolara - La Gazzetta del Mezzogiorno
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