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La mamma di Ottavia «Mai conosciuto questo Viggianese» PDF Stampa E-mail
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Scritto da Fabio Amendolara - La Gazzetta del Mezzogiorno   
Venerdì 02 Luglio 2010 16:32

Zi‘ Andrea Rotundo frequentava la famiglia. Lui e sua moglie erano presenti anche ai matrimoni di Paola e Sestina, le sorelle di Ottavia De Luise, la bambina di Montemurro sparita 35 anni fa, dopo essersi incamminata sulla vecchia strada che porta ad Armento. Peppino Alberti, detto «il viggianese», invece, non lo conosceva. Luisa Guacci in De Luise, classe 1922, spiega agli investigatori che rapporti c’erano tra Andrea Rotundo, accusato dell’omicidio, e la famiglia De Luise. E smentisce ciò che aveva dichiarato 35 anni fa sul conto dell’altro uomo sospettato di aver partecipato al delitto: il viggianese. La mamma di Ottavia è stata sentita dagli investigatori della squadra mobile di Potenza il 19 maggio. Il sostituto commissario Antonio Mennuti e l’assistente capo Michele Cimino l’hanno raggiunta nella sua abitazione di corso Orbassano a Torino. La sua versione sulla scomparsa di Ottavia è molto simile a quella del 1975. Tranne che per un aspetto.
LA SMENTITA - La donna sostiene di non aver mai conosciuto il viggianese. Dice: «Escludo in maniera più assoluta - si legge nel verbale che la Gazzetta ha potuto consultare in eslcusiva - di aver avvicinato il viggianese, prima della scomparsa di Ottavia, per rimproverarlo e per invitarlo a non incontrarsi più con mia figlia ». Ecco, invece, cosa aveva dichiarato all’epoca al brigadiere dei carabinieri Giuseppe Nitto: «Circa 15 giorni prima della scomparsa di mia figlia ebbi a richiamare il viggianese e gli dissi di lasciarla in pace, perché Ottavia mi aveva confidato che il viggianese l’aveva più volte invitata ad andare verso la strada del Carmine, ovvero a recarsi fuori paese, lungo la strada per Armento». È lì che è stata vista l’ultima volta Ottavia. Sulla vecchia strada che porta ad Armento. Tra la proprietà del viggianese e la masseria dei Rotundo. Al centro, tra i due poderi, c’è la chiesa del Carmine. In quella lingua di strada lunga quasi un chilometro si sono concentrate le ricerche degli investig atori. Ma perché oggi la mamma di Ottavia sostiene di non conoscere il viggianese? Si tratta forse di una forzatura del brigadiere Nitto? Oppure l’anziana donna ultraottantenne ha dimenticato questo particolare ?
IL VICINO DI CASA - «Di Andrea Rotundo - dice la mamma di Ottavia - posso affermare che è una persona che conosco bene e con la quale c’è un ottimo rapporto di vicinato». Sia la casa di Rotundo sia quella dei De Luise sono in via delle Concerie a Montemurro. Ma i rapporti tra le due famiglie andavano oltre. Spiega la donna: «La moglie di Rotundo ha fatto da madrina di cresima a mia figlia Sestina, mentre entrambi i coniugi hanno partecipato al matrimonio di mia figlia Paolina. Sono stati invitati anche quando si sono sposati gli altri figli, ma non sono venuti».
Poi è arrivata la lettera anonima: «Ottavia è stata violentata, uccisa e seppellita in una stalla». Il sostituto procuratore Sergio Marotta è partito da questo particolare. La sua attenzione è concentrata sulla strada del Carmine, quella che costeggia la chiesa. La proprietà dei Rotundo è già stata controllata palmo a palmo. Ora, forse, tocca ai terreni del viggianese.

Fabio Amendolara - La Gazzetta del Mezzogiorno

 

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