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| Celebrati oggi i funerali di Valerio |
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| Scritto da Gerardo Tempone | ||||
| Sabato 26 Settembre 2009 15:29 | ||||
SARCONI – Si sono tenute oggi le esequie di Valevo Messuti, il ventunenne operaio sarconese investito da un blocco di argilla mentre lavorava in una galleria dell’A3 Salerno – Reggio Calabria nei pressi del comune cosentino di Tarsia. L’intero paese si è fermato, e non solo per il lutto cittadino proclamato dall’amministrazione comunale, ma per stringersi intorno al dolore di questa famiglia che sta vivendo questa tragedia con estrema compostezza. Troppo piccolo il tempio per accogliere le centinaia di persone che hanno voluto porgere l’estremo saluto a Valerio ed esprimere il loro cordoglio alla mamma, al papà ed al fratello. In prima fila le autorità. Il presidente Lacorazza, il Sindaco Marte con il gonfalone del Comune, il Presidente della comunità montana Imperatrice, il comandante la stazione dei Carabinieri di Moliterno. Tra i banchi colleghi di lavoro, sindacalisti, ma soprattutto giovani, tantissimi e non solo di Sarconi. “I ricordi tengono unito ciò che il destino ha amaramente diviso”, hanno scritto i suoi amici in uno dei tanti manifesti di saluto. Amici che sono corsi in Calabria appena saputa la notizia dell’incidente. Amici che gli sono stati accanto sin da quando la salma è giunta a Sarconi. Amici che hanno voluto portare a spalla la bara. Soprattutto i nati come lui nel 1988, che hanno fatto in modo di creare un percorso di fiori bianchi da fargli percorrere nel tragitto verso la chiesa. Ed è stato soprattutto a loro, ai giovani, che è andato il pensiero dei celebranti, il parroco don Vito Micucci, il vicario generale della Diocesi di Tursi – Lagonegro don Franco Lacanna e don Enio De Mare, Parroco di Roccanova ma originario di Sarconi. “Valerio è stato un coraggioso”, hanno detto all’unisono i tre celebranti, “perché ha forzato le tappe della propria vita saltando la giovinezza per cercarsi un lavoro”. Ai giovani è stato chiesto di apprezzare il dono della vita senza sciuparlo, indicando Valerio quale esempio di responsabilità. “Cari giovani” è stato l’ammonimento finale di don Enio, “non dimenticate mai gli eventi che accadono nel quotidiano, pensate alle mamme ed ai papà che aspettano nelle case, e fate in modo che il vostro agire sia sempre mirato alla vita e non alla morte”. Hanno voluto porgergli un ultimo saluto il Sindaco Cesare Marte, gli amici più cari, i coetanei del 1988, la maestra delle scuole elementari, un collega di lavoro. A conclusione della cerimonia, prima che la bara fossa condotta alla sua ultima dimora, è stato salutato con le note del “Silenzio” suonate dalla tromba di un suo coetaneo. Ad accompagnarlo due colombe bianche lanciate in volo dagli amici. Gerardo Tempone
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