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Scritto da SarconiWEB
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Non si conoscono ancora con certezza i tempi per la riapertura della strada statale 18, chiusa sabato scorso per caduta massi dal costone sovrastante la sede stradale ad Acquafredda di Maratea. Dal Comune non fanno previsioni ma aspettano di poter capire bene che cosa è realmente accaduto. Oltre al masso che si è staccato vi sono altri massi pericolanti sul versante montagnoso. Sono proprio questi massi che preoccupano di più e complicano la situazione. Dovranno essere disgaggiati, ossia fatti rotolare a valle in maniera tale da eliminare il pericolo. Un’ope - razione che di per se non richiede molto tempo con la strada chiusa, ma molto dipende dall’en - tità dell’intervento, dal grado di difficoltà (si tratta di una zona molto impervia) e dalle condizioni climatiche che in questo periodo giocano sempre un ruolo determinante.
C’è chi parla di almeno un mese, chi addirittura di più prima che la strada possa riaprire. Si spera di poterla riaprire in tempi molto più brevi, possibilmente prima delle prossime festività natalizie per non arrecare danni all’imma gine della cittadina tirrenica. «In questi casi è sempre difficile fare delle previsioni – dice il geo metra Elio Avigliano, responsabile della protezione civile al Comune di Maratea-. L’im - portante è fare subito ciò che serve, lo stretto indispensabile per eliminare situazioni pericolose incombenti». Le situazioni pericolose incombenti sono rappresentate proprio dai numerosi massi in bilico sul costone. Poco più avanti, per chi viene da Sapri, sono ancora visibili sulla scarpata stradale i segni dell’in - cendio verificatosi il 1 settembre scorso che aveva provocato un’altra interruzione della strada riaperta soltanto il 31 ottobre. A distanza di appena un mese l’ennesima emergenza. «Questa strada è un’angoscia» – dice un utente quotidiano della statale 18 -. In merito alla nuova interruzione, il problema è antico e riguarda il pianoro del costone denominato «Torre dei Crivi». «È sempre stato così» - dice chi conosce bene la zona -. La pioggia caduta abbondantemente nella giornata di sabato ha fatto il resto. La strada è chiusa al traffico dal km 221, 250 al km 223. Dal Comune è già partita una richiesta di intervento alla Regione. Il distacco, infatti, avendo interessato il versante montagnoso è di competenza del massimo ente regionale. Disagi per coloro che devono raggiungere Sapri e viceversa, costretti ai percorsi alternativi.
Pino Perciante La Gazzetta del Mezzogiorno
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