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Il Metapontino, senza mezzi termini, è sceso già sul... piede di guerra contro il Decreto sul nucleare approvato dal Consiglio dei ministri. L'epicentro delle azioni di contrasto è, come avvenne già nel novembre 2003, il comune che allora fu individuato come Deposito unico delle scorie radiottive d'Italia. Ma cosa ha impressionato opinione pubblica, forze politiche, amministratori, del Decreto varato dal gabinetto Berlusconi? Soprattutto il capitolo «Smantellamento impianti e deposito».
In esso è prevista «la creazione di un Deposito nazionale realizzato in un più ampio Parco tecnologico che conterrà anche un centro di ricerca sul trattamento delle scorie nucleari». In moltissimi vi hanno visto una fotografia del Metapontino. Un Metapontino già immaginato come un grande Parco tecnologico sul nucleare con l'impianto Itrec della Trisaia, già specializzato nello studio del riprocessamento (trattamento) delle scorie, e con i giacimenti di salgemma di Terzo Cavone, già individuati come Deposito di rifiuti atomici 7 anni fa. Ma i sindaci di Scanzano J., Salvatore Iacobellis, e di Rotondella, Vincenzo Francomano, entrambi del Pd, hanno minacciato, tra le altre iniziative, che «se occorrerà ci faremo schiacciare dai carri armati. Sarà una nuova Tienanmen se il Governo deciderà di ubicare il cimitero atomico qui da noi». Iacobellis, inoltre, ha dichiarato che con lui «si schiereranno i Premi Nobel amici di Betty Williams», la pasionaria della pace in Irlanda che a Terzo Cavone vuole costruire la Città dei bambini vittima dei conflitti. Ma non è finita. Da qualche giorno, prima del Decreto di ieri, la sezione dell’Udc di Policoro ha promosso una petizione con cui «si impegna la Regione a garantire la normativa regionale che stabilisce il divieto di installare sul suo territorio impianti di produzione di energia nucleare, di fabbricazione di combustibile atomico, di stoccaggio e deposito di combustibile irraggiato e di rifiuti radioattivi». Ma anche il Comune di Policoro, amministrato dal centrodestra, ha manifestato la sua contrarietà ricordando, con il sindaco Nicola Lopatriello, che quando nel 2003 venne indicato Scanzano J. sito unico delle scorie «il nostro municipio fu il primo a scendere in campo perché ritenevamo sbagliata quella scelta e non in linea con gli investimenti in agricoltura e turismo». E contro il nucleare «senza se e senza ma» si è schierato anche il segretario provinciale di Matera del Prc, Ottavio Frammartino.
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