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| Vicino al corpo della Claps c'è un lercio materasso |
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| Scritto da Massimo Brancati - Gazzetta del Mezzogiorno | ||||
| Domenica 28 Marzo 2010 10:06 | ||||
E se nessuno lo ha fatto (e quindi nessuno poteva aver notato il cadavere), questo vuol dire che 17 anni l’omicidio di Elisa avenne a poche decine di metri da un materasso oggi ritrovato poggiato su una brandina. Uno scenario da tentativo di stupro, che si abbina a quel reggiseno slacciato e ai pantaloni aperti riscontrati sui resti della povera ragazza. Quel materasso lercio potrebbe insomma dire molte cose sulla fine della studentessa, grazie ai rilievi effettuati dalla polizia scientifica che ieri è tornata nel sottotetto «armata» di apparecchiature sofisticate. Quattro ore, dalle 12 alle 16, a «vivisezionare» ogni angolo del locale, alla ricerca di tracce per capire com’è morta l’allora 16enne potentina, e se qualcuno, in questi anni, ha spostato il suo cadavere e inquinato le prove. Ma, soprattutto, si cerca un «segno» dell’assassino e degli eventuali complici. Alla presenza del pm di Salerno, Rosa Volpe, titolare dell’inchiesta e del prof. Francesco Introna dell’istituto di medicina legale di Bari (che sta coordinando le analisi e l’autopsia sul corpo della ragazza, i cui risultati dovrebbero essere pronti entro dieci giorni), gli esperti hanno utilizzato il «crimescope », una speciale lampada con fascio di luce che serve per individuare impronte digitali, liquidi corporei, impronte di scarpe, frammenti di ossa e capelli. Bocche cucite al termine del sopralluogo, ma si è avuta la sensazione che gli inquirenti abbiano trovato un tassello fondamentale per completare il puzzle investigativo. In sostanza gli elementi raccolti avrebbero consentito di rispondere ad almeno uno degli interrogativi: quel corpo è stato mai spostato di luogo o di posizione in questi 17 anni? «Adesso questo lo sappiamo» ha risposto enigmatico uno degli investigatori, senza aggiungere altro. Ora l’attenzione della polizia scientifica si sposta al terzo piano della canonica, dove negli anni hanno trovato ospitalità Azione cattolica, il catechismo e gli archivi del centro culturale Newman. Elisa, quella domenica di diciassette anni fa, potrebbe essere passata proprio da quelle stanze. Magari in compagnia del suo carnefice. Qui si cercheranno riscontri sempre con l’ausilio del «crimescope», anche se dopo 17 anni non sarà facile distinguere tracce «datate» da quelle relative alle frequentazioni più recenti del locale. Tutto il materiale raccolto sarà analizzato in laboratorio per fare comparazioni, verifiche e riscontri anche a livello di «Dna»: in quest’ottica rientra il prelevamento di salive ad alcuni componenti della famiglia Claps.  |




Un vecchio materasso sistemato in un angolo del locale, una statua della Madonna e un baldacchino con putti d’oro. Il sottotetto dov’è stato trovato il cadavere di Elisa Claps non custodiva soltanto un’accozzaglia di tegole ed escrementi di piccioni, ma veniva utilizzato pure come magazzino. E, forse, anche come spazio per incontri «clandestini». Un letto ormai putrido ma che fu teatro di scorribande amorose di giovani parrocchiani? Sarebbe la conferma alle diverse testimonianze raccolte tra cittadini che frequentavano la chiesa, secondo i quali il sottotetto, anni fa, era una sorta di alcova. Lì Elisa ci è andata con le sue gambe o venne portata con la forza? Se è vero che quel locale era un luogo dove appartarsi, possibile che dal quel 12 settembre ‘93 nessuno ci abbia più messo piede?