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Organizzato dalla dirigenza scolastica e dal consiglio d’istituto, parte questa mattina nella palestra dell’Ipsia il ciclo di proiezioni “Scuola e film”. Prima visione “Lettere dal Sahara” (2007) di Vittorio DE Seta. La storia è quella di Assan, un senegalese che dopo la morte del padre decide di interrompere gli studi e partire per l’Italia. Giunto naufrago sull’isola di Lampedusa, meno di sei mesi risale l’Italia passando per Napoli, Prato e Torino cambiando di volta in volta lavoro. Quando finalmente riesce ad ottenere il permesso di soggiorno, viene quasi linciato in una rissa fuori da una discoteca ed entra in crisi. Decide di tornare a Cap Skiring, in Senegal, e una volta tornato al suo villaggio, di fronte alle insistenze del suo vecchio maestro, racconta la sua
(triste) esperienza. Girato da una un maestro del cinema italiano, “Lettere dal Sahara” è un film che tocca fortemente la difficile realtà che è costretto a subire un immigrato che arriva in Italia. Un Paese che sembra aver perduto la memoria della propria storia, dell’emigrazione di migliaia di suoi cittadini i quali per decenni hanno dovuto lasciare la propria terra per cercare fortuna altrove. La storia di Assan è frutto della creatività del regista, ma i suoi risvolti sono terribilmente incisi (e vissuti) nella realtà. Il film è un invito a conoscere l’altro, ad incontrare lo straniero, a concepire la diversità come un arricchimento della propria persona sul piano culturale ed umanitario. Il Papa dice che la realtà delle migrazioni non va mai vista soltanto come un problema, ma anche e soprattutto come una grande risorsa per il cammino dell’umanità. Il ritorno di Assan nel suo paese d’origine riflette una sconfitta. La sconfitta di un Paese (il nostro) che da tempo alza barriere con la sue politiche di respingimento contro uomini e donne che solo per necessità lasciano la propria nazione. Gli interpreti sono Djibril Kebe, Paola Ajmone, Stefano Saccotelli. L’autore del film è considerato un maestro del cinema italiano, anzi una certa critica lo fa passare tra i migliori documentaristi della storia della settima arte. Tra le su opere principali vanno ricordate “Banditi a Orgosolo” (1961) e “Diario di un maestro” (1972). Vittorio De Seta è un regista dotato di un occhio indagatore e di una vena stilistico-estetica coltivata sui classici del genere e affinata in modo del tutto personale, rappresenta una delle prime figure di autore-totale del cinema italiano, che cura personalmente la fotografia, il montaggio, la colonna sonora. Curatore dell’iniziativa “Scuola e film” è il cinecronista Mimmo Mastrangelo.
Fonte: Valdagri.net
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