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Lunedì 25 Gennaio 2010 11:13 |
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Una delle tendenze della scultura moderna rimane ancora oggi la ricerca della sintonia tra l’opera e gli spazi esterni, nonché il voler una più insistente presenza di essa nei luoghi pubblici. Giulio Carlo Argan, che è stato il miglior sindaco di Roma negli ultimi cinquant’anni nonché un grande storico dell’arte, riconobbe l’importanza del collocare un’opera d’arte in un spazio all’aperto in quanto avrebbe dovuto far scaturire nella gente un atteggiamento più conciliante e meno discorde verso tutto ciò che è arte. Può essere questa una delle ragioni che ha spinto l’Amministrazione locale ad esporre, insieme ad altri lavori, una scultura in legno di grandi dimensioni dell’artista potentino Giuseppe Ligrani nell’atrio del Palazzo Municipale.
L’allestimento “Nel passato la radice del presente”- corredato da un carro della vita lungo circa sei metri – sicuramente vorrebbe favorire un intreccio di linguaggi e di mondi e, naturalmente, una diversa immagine, una nuova percezione dell’l’Atrio del Palazzo Municipale. Le creazioni plastiche di tutto il percorso espositivo sono un chiaro invito ad avvicinarsi e conoscere l’arte di Giuseppe Ligrani il quale ci tiene a ricordare che ha avuto come maestri Antonello Leone e la moglie, la montemurrese Maria Padula. Le assottigliate sagome in legno di Ligrani possono assorbire tanto un trasparente richiamo al lavoro di artisti (si pensi Medardo Rosso, Brancusi, Giacometti) che hanno legato il loro nome al grande firmamento della scultura del secolo breve, quanto il riflesso di un’arte arcaica articolata su suggestioni simboliche e totemiche. Ma forse quello che andrebbe più risaltato, osservando le opere di Ligrani, è l’ effetto generato dentro il luogo ospitante, cioè l’equilibrio, la netta dialettica tra spazio e forma, tra ambiente e volumetria. Ci sarebbe da far notare anche la forte versatilità della materia (il legno) delle sculture e quanto essa si metta al servizio dell’immaginario e delle creazioni di Ligrani, Nel legno l’artista scava gli intagli e i moduli di una grammatica della plastica che sprigiona emozioni, ma spinge oltre i dovuti confini il gioco tra il situato e il “desituato”, tra la materia modellata e l’immagine segreta del pensiero. La scultura di Ligrani vive e respira di un proprio ritmo ed è alimentata della stessa energia risonante nel ciclo della terra e della natura. La mostra delle sculture di Giuseppe Ligrani è stata inaugurata il 21 gennaio e rimarrà visitabile fino al 7 febbraio.
Fonte: La Siritide
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