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Ha riaperto per la quarta stagione sulle Dolomiti Lucane la prima funivia in Italia del ''Volo dell'angelo'', una speciale infrastruttura che abbina sport estremo e turismo e collega i Comuni di Castelmezzano e Pietrapertosa, due suggestivi piccoli centri, incastonati tra le Piccole Dolomiti Lucane, complesso montuoso che rientra in un'area protetta ed e' caratterizzato da alte guglie che 'riproducono' le caratteristiche delle rinomate vette trentine.
Un luogo che e' diventato un potente attrattore turistico, in grado di richiamare visitatori anche dall'estero dove queste funivie sono piu' diffuse. E' infatti un'infrastruttura di grande richiamo: Chi ci sale compie un lungo percorso percorso a volo d'uccello scendendo a velocita' vertiginose con mani e piedi liberi lungo un cavo d'acciaio, grazie ad una speciale imbracatura. Il "Volo dell'Angelo" e' in grado di mobilitare in circa tre mesi 20mila presenze nelle Dolomiti Lucane, dove sono posizionate le stazioni di partenza e di arrivo. L'esperienza e' tanto adrenalinica che non puo' non essere immortalata e cosi' spopola su ''Youtube'' dove sono centinaia i video amatoriali che a loro volta scatenano emozioni in chi guarda, fungendo da migliore pubblicita'. I 'volanti' possono provare l'ebbrezza del volo con un 'viaggio' di circa un minuto e mezzo legati al filo d'acciaio, su un percorso di 1.420 metri, sospesi ad un'altezza massima di 400 metri. Gli impianti sulle Dolomiti Lucane sono i piu' alti del mondo in questa particolare funivia che conta pochi altri esemplari in Europa. La 'patria' e' la Francia, dove questo sport-turismo si chiama 'Fantasticable' e dove da anni ci sono gli impianti di Cerdon, Chatel, Haybes-Fumay (al confine con il Belgio) e Gerardmer (al confine con la Germania). Sulle Dolomiti Lucane l'ebbrezza del volo si puo' provare su due linee differenti il cui dislivello e' rispettivamente di 118 e 130 metri. La prima, detta di San Martino, parte da Pietrapertosa (quota di partenza 1.020 metri) e arriva a Castelmezzano (quota di arrivo 859 metri) dopo aver percorso 1.415 metri in cui si raggiunge una velocita' massima di 110 chilometri l'ora. L'altra linea, Peschiere, permette di lanciarsi da Castelmezzano (quota di partenza 1.019 metri) e arrivare a Pietrapertosa (quota di arrivo 888 metri) toccando i 120 chilometri l'ora su una distanza di 1.452 metri. Volare e' facile, senza distinzioni di eta' purche' si superi il timore iniziale: Si vola legati con tutta sicurezza da un'apposita imbracatura, agganciati ad un cavo d'acciaio. Il panorama e' mozzafiato, lo stesso che vedono gli uccelli in volo, cioe' case piccole piccole, montagne rassicuranti o minacciose a seconda della distanza, persone che sembrano puntini. Giunti nella zona d'arrivo del paese di fronte, i viaggiatori tornano con i piedi per terra, vengono liberati dall'imbracatura e possono raggiungere il centro del paese prima e la partenza dell'altra linea poi grazie ad una navetta, per tornare alla stazione di partenza.
Nato fra le perplessita' degli ambientalisti che non accettavano fili e tiranti d'acciaio posizionati nel bel mezzo del cielo delle Dolomiti Lucane, il 'Volo dell'angelo' ha poi conquistato tutti: E' unico in Italia e quindi e' diventato un biglietto da visita della Basilicata, ha inoltre vivacizzato il turismo di questa zona interna muovendo tutto l'indotto. Per far funzionare l'infrastruttura e' stata creata occupazione per una ventina di giovani anche se e' aperta solo per quattro mesi all'anno. Un'esperienza che garantisce grandi emozioni, quella del 'Volo dell'angelo' che in Basilicata ha provato anche il presidente della Regione, Vito De Filippo. Anche per questa quarta stagione si attende il pienone visto il volume di prenotazioni. Sta diventando inoltre un modo per far riscoprire la montagna lucana, finora poco nonostante le grandi potenzialita'. La Basilicata dispone infatti di montagne innevate per diversi mesi all'anno ma gli impianti sciistici non sono in grado di competere con quelli dell'Abruzzo o delle regioni settentrionali.
Libero News
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