|
Salve gente. In Italia le donne lavorano più degli uomini. Secondo una recentissima ricerca infatti il gentil sesso lavora 8 ore e 30 minuti al giorno contro 7 ore e 23 minuti degli uomini. Questa ovviamente la media giornaliera ottenuta calcolando come lavoro e come giusto che sia non solo quello per così dire impiegatizio, ma anche quello impiegato dalle donne per sbrigare le faccende domestiche, accompagnare i figli in palestra, scuola, piscina, fare la spesa nei supermercati e quant’altro. Morale della favola, alla fine una donna lavora tre anni e tre mesi in più dell’uomo. Sarà vero? Sarà una bufala? Mah. Certo che qualche lavoretto in più tra ufficio e casa le donne lo fanno, solo che mi piacerebbe spezzare una lancia a favore dei maschietti sottolineando come
altre statistiche mettono in evidenza che la durata media della vita di una donna è di gran lunga superiore a quella di un uomo, per cui è facile che gran parte dei lavori svolti una donna la fa quando il suo compagno è già passato a miglior vita, quindi chi dovrebbe farli sti’ lavori?. E le nostre mogli e compagne però non perdono mai l’occasione per sottolineare come noi uomini rispetto a loro siamo dei fannulloni. A volte diventano persino ossessive, e quindi come non essere dalla sua parte e compatire il palermitano che, agli arresti domiciliari, è evaso per recarsi alla più vicina stazione dei carabinieri per farsi arrestare pur di non dover più sopportare le angherie verbali della moglie. Sono dalla sua parte, certo, e lo compatisco e gli sono ancora più vicino perché purtroppo per lui, processato per direttissima, è stato di nuovo condannato, con allungamento della pena, e sottoposto di nuovo ai domiciliari, in casa sua, dove la moglie lo attendeva a piè fermo sull’uscio. Poverino. Peggio ha fatto invece un francese, che qualche tempo fa ha avvelenato la moglie rea di lavorare troppo e di trascurarlo. La polizia ci ha messo però 4 anni prima che confessasse l’accaduto, qualche mese fa. Ma c’è anche il rovescio della medaglia, ed è accaduto a Londra. Lui In luna di miele la moglie l'aveva portata a vi¬sitare esclusivamente depositi di autobus. Appe-na tornati da quell'insolito viaggio di nozze -compiuto tutto a bordo di autobus e autocorriere -le aveva chiesto un piccolo favore: riordinargli le foto. Trentaseimila immagini, tutte di autobus. E pochi mesi dopo aveva provocato un incidente stradale, nel quale la moglie era rimasta seria¬mente ferita, perché mentre guidava si era distrat¬to: per guardare un autobus. Così, a soli nove mesi dal matrimonio, Anna Smith, la sua compagna, non ce l'ha più fatta e ha lanciato il suo ultimatum: «Scegli, o l'autobus o tua moglie». Lui, per riflettere, ha fat¬to un giro in autobus. E lei ha chiesto il divorzio.
|