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Sì, lo ammetto, a me Magdi Allam non piace, non mi ispira, non concordo con le sue idee, ma la cosa non mi turba più di tanto: non posso mica pretendere che tutti la pensino come me, ci mancherebbe. Peraltro sono sempre stato oltremodo rispettoso del pensiero degli altri. E così continuo a nutrire comunque il massimo rispetto per lui, le sue idee e i suoi sostenitori. Fatta questa doverosa premessa voglio però avventurarmi nella selva della fantapolitica tentando al tempo stesso di uscirne quanto prima. Magdi Allam non mi sembra, non può essere una persona che abbia bisogno di sollevare polveroni mediatici annunciando a centinaia di migliaia di italiani durante una puntata di Porta a porta che lui sarà il candidato governatore della Basilicata per la lista del Pdl senza un fondamento di verità.
Non posso pensare che abbia annunciato l’investitura “motu proprio”. No, non posso crederci, mi rifiuto di farlo. Se ha fatto quell’annuncio è perché… sarà così. Credo sia vero, sarà vero. Innanzitutto perché in quella stessa occasione ha ufficializzato la sua uscita dall’Udc, il suo essere ormai “indipendente”, e come tale si presenterà alle elezioni. Vale a dire che se non avesse avuto rassicurazioni mai e poi mai avrebbe a mio parere lasciato il partito di Cesa e Casini: cui prodest? Il secondo elemento che mi fa propendere per l’ipotesi di cui sopra: la decisione di candidare l’on. Nicola Pagliuca. Invito a pensare e ragionare: perché proprio Pagliuca e non il senatore Guido Viceconte? Perché Pagliuca e non il senatore Digilio? Perché Pagliuca e non l’avvocato Buccico? In buona sostanza: perché Pagliuca poco bene accetto dagli ambienti di centrodestra, peraltro già sconfitto una volta dall’allora candidato del centrosinistra ed ora senatore Filippo Bubbico, e non chi invece nel centrodestra attualmente riveste ruoli di primo piano e di prestigio? I sospetti prendono corpo. Uno in particolare: che il nome di Pagliuca sia venuto fuori proprio perché la partita per Allam Governatore all’interno del centrodestra è ancora aperta. Si continua a discutere. E, quindi, se alla fine di dovesse giungere (come si giungerà) alla determinazione di candidare Magdi Allam a Governatore per l’intero centrodestra, certamente chiedere a Nicola Pagliuca - piuttosto che ad uno dei nomi sopra citati - di sacrificarsi per il bene della coalizione avrebbe effetti certamente meno dirompenti sull’elettorato e sugli equilibri interni al Pdl, soprattutto dopo che i sondaggi (Berlusconi ne è fautore e maestro e per lui sono il pane quotidiano quindi “contano”) non sembrano confortare la scelta sinora effettuata. Paradossalmente il fatto di rimescolare le carte, presentando Allam anziché Pagliuca a corsa ormai iniziata potrebbe trasformarsi nella carta vincente del centrodestra, che si mostrerebbe a quel punto come una coalizione capace anche di effettuare scelte coraggiose e dolorose per qualcuno, ma necessarie per il bene comune, e andrebbe a ricompattare sul nome di Allam un elettorato non proprio convinto e contento al momento di dover dare il proprio voto a Nicola Pagliuca. Se così dovesse essere – come penso sarà – tutti gli avvenimenti politici delle ultime settimane assumono un senso specifico e molto particolare: quello di un Cavaliere che ha voluto sottoporre la Basilicata ad un ennesimo sondaggio (ancora una volta il suo pane quotidiano) che ha avuto modalità di svolgimento diverse da quelle tradizionali, è vero, ma che alla fine ha sortito l’effetto previsto: Magdi Cristiano Allam candidato Governatore della Basilicata in rappresentanza di un centrodestra compatto.
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