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| Intervista ad Arisa: "il principe, il clientelismo e le Regionali" |
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| Scritto da Angelomauro Calza | ||
| Martedì 23 Febbraio 2010 13:41 | ||
Cosa pensi del trio Pupo, Emanuele Filiberto, Canonici e del loro risultato? Credo abbiano rappresentato a Sanremo lo specchio della nostra Italia, di quella Italia che non mi piace. Io non sono figlia di persone importanti, anzi, e la mia carriera me la sono sudata, e come me tanti altri artisti…certo, devo dire che ho avuto anche tanta fortuna. Invece il trio che si è esibito a Sanremo mi ha tanto fatto sentire il sapore amaro dell’Italia clientelare, anche se devo ammettere che hanno avuto davvero tanto coraggio. Dopo il ballo Emanuele Filiberto diventa quindi anche cantante… Fare il cantante credo sia una carriera ambita da molti, e ci arriva attraverso tante vie. Io sono convinta però che ci debba essere spazio in ogni manifestazione artistica solo per chi quell’arte l’ama davvero e ha fatto sacrifici in suo nome. Il fatto che gente come Ruggieri e Moro non si siano potuti esibire nella serata finale e poi invece Emanuele Filiberto è stato premiato oltremodo anche dal voto pur non essendo artista vero e avendo annunciato che non canterà più è assolutamente ridicolo. Ma tu per chi hai fatto il tifo, Arisa a parte? In questo non ho alcun dubbio: ho sperato nelle vittorie di Simone Cristicchi e di Luca Marino. Allora parliamo di te, della tua partecipazione. Lo scorso anno era un sogno che si avverava, tutto nuovo, tutto da vivere per la prima volta. Quest’anno invece com’è stato Sanremo per Arisa che ci è ritornata dopo il trionfo di un anno fa? Sono stata comunque molto emozionata, sempre, il Festival è pieno di cose belle che danno emozioni forti, e lo scorso anno è stato così. Ora le emozioni ci sono state sempre, forti uguale, ma l’ho affrontato in maniera decisamente più serena. L’agitazione dello scorso anno dovuta all’incognita, al non sapere cosa mi aspettava, è sparita; l’esperienza mi è servita molto, per cui posso dire che sono stata serena, ma emozionata. Il giusto, come tutti del resto. Una felice intuizione quella dell’inserimento delle Sorelle Marinetti, efficace e di presa sul pubblico. Saranno sul palco anche durante la tua prossima tournèe? Vediamo. Spero di sì, ma è una cosa un po’ complicata. Loro hanno un percorso proprio, hanno già degli impegni, vedremo cosa sarà possibile fare. Io comunque ci spero, sono un trio fantastico, solo che tutto è nato molto in fretta, quindi c’è bisogno di fermarsi un attimo a fare il punto della situazione. Comunque sia, io ci spero tantissimo, ci troviamo benissimo insieme e sono tre ragazzi splendidi, davvero. Spesso, da tanti anni, capita di associare il nome di un cantante ad un partito, alla politica. Tu sei avulsa da questo contesto, ma cosa pensi della politica italiana? SE la politica continua ad essere quella che è non mi interessa affatto. Credo sia meglio per noi cittadini lasciarla perdere. Dovremmo trovare il coraggio di impossessarcene noi, per fare quella giusta. Un fiore che sboccia non vuol dire che sia arrivata la primavera, ma se ne sbocciano tanti vuol dire che la primavera è arrivata davvero. Dovremmo come italiani autodisciplinarci, fare da noi, darci da fare tutti insieme per un reale bene comune. A fine marzo tornerai nella tua Pignola per votare alle regionali? No, non torno, non voto. …nel senso che voti altrove e non a Pignola? No, no… nel senso che proprio non voto. |




Le luci del palco si sono ormai spente e l’avveniristico ascensore studiato apposta per la Clerici è risalito al primo piano per l’ultima volta. La sessantesima edizione del Festival di Sanremo se n’è ormai andata consegnando ai posteri il vincitore, Valerio Scanu, e l’episodio dell’Orchestra che ha lanciato gli spartiti in segno di protesta dopo che già il pubblico in sala, per tante sere, aveva puntualmente fischiato quello che è stato ormai definito “Il trio munnezza”. Certo, lascerà il segno – ma in negativo – il risultato di un Emanuele Filiberto impassibile alle giuste proteste di un pubblico competente che si è sentito preso per i fondelli. Certo. Il meccanismo del televoto si presta a molti dubbi e a tante magagne, ma alla fine…tant’è… tutto quanto fa spettacolo. Abbiamo allora sentito Arisa, una che il Festival l’ha vinto lo scorso anno, sia pure per le giovani proposte, ed ha partecipato da big a quello appena concluso