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| Precipizio Basilicata |
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| Scritto da Astronik | ||||
| Giovedì 10 Febbraio 2011 10:04 | ||||
un atto nobile quello di tenere i contatti con i nostri emigra(n)ti, apprezzabili le tante iniziative messe in campo, interessanti i seminari organizzati periodicamente, lodevole l’iniziativa di ospitare i figli, nati all’estero, di lucani sparsi per il mondo, forte l’affermazione dello spirito d’appartenenza e commovente l’orgoglio di mostrare con fierezza la lucanità di tantissime persone. Io, però, personalmente e come provocazione inserirei volentieri la Commissione fra gli enti inutili di cui si discute per proporne la soppressione, non per fare uno sgarbo ai tanti lucani emigrati ma per dare finalmente un segnale che indichi un inversione di tendenza, la Basilicata ha già fornito fin troppi emigranti e sarebbe ora che l’intera classe politica sia locale che i rappresentanti in parlamento si svegliassero dal torpore che li ha colpiti e si attrezzassero per studiare qualcosa di straordinario che consenta a giovani e meno giovani lucani di continuare a vivere nella terra in cui sono nati. I dati demografici della Basilicata sono spaventosamente crudi, siamo sempre di meno: il numero dei comuni sotto i .1.000 abitanti sono il 16% del totale, quelli fino a 5.000 il 54% e sotto i 2.000 ce ne sono tanti, solo 30% dei comuni lucani ha una popolazione superiore a 5.000 abitanti, una regione con un vasto ed accidentato territorio suddiviso in 131 municipi molti dei quali insignificanti sotto l’aspetto numerico. In moltissimi centri dell’interno chi doveva partire è partito, sono rimasti gli anziani, i pensionati, gente che comincia a sentire la mancanza di sevizi, in qualche comune non c’è più l’ufficio postale, scuole ed asili, in mancanza di “clienti”, non servono e non ci sono più, non c’è più il barbiere, il falegname, il fabbro, l’assistenza medica non sempre è garantita per tutta la settimana, chiudono le pompe di benzina, il costo dei servizi forniti dal Comune comincia a non poter essere sopportabile e con il federalismo ormai dietro l’angolo le cose di sicuro non miglioreranno. Per quelli che restano, dunque, si prospetta una vita grama e di stenti con la soglia di povertà che ha risucchiato oltre 45.000 famiglie lucane, non è vita quella che vivono tanti nostri sfortunati corregionali. Il disastro economico è dovuto sia a fattori globali che a scelte politiche perdenti attuate dai governi nazionali che hanno completamente abbandonato il Sud a se stesso, e la Basilicata la possiamo considerare il meridione del Sud, sia a interventi fumosi messi in campo dalla Regione Basilicata che ha impiagato un mare di fondi pubblici in una moltitudine di iniziative che alla fine si sono rivelati autentici bluff se è vero, come è purtroppo vero, che la quasi totalità delle iniziative imprenditoriali che hanno ricevuto finanziamenti pubblici si sono dissolte come la neve al sole. Si è trascurato di creare le infrastrutture che avrebbero potuto attrarre investimenti più stabili, a beneficiare del fiume di denaro che ha interessato la Basilicata sono state anche le Aziende e Società che hanno gestito corsi di formazione che hanno formato i lucani che poi sono emigrati. Un fallimento totale delle politiche che deve far riflettere ed invertire un modus operandi che è risultato molto fallimentare. Ma la tragedia vera è che a leggere l’agenda della politica locale non si scoprono iniziative concrete o si intravede l’interesse a risolvere per davvero i problemi dei lucani, non mancano, nel pur vivace dibattito, riferimenti alle Aziende che falliscono o delocalizzano, al rilevante numero di giovani laureati lucani che non trova sbocchi lavorativi in regione, ai soldi delle royalty per lo sfruttamento del “nostro” petrolio, allo spopolamento delle aree interne, alle infrastrutture che non si realizzano, insomma di parlarne se ne parla, forse pure troppo, ma di vedere all’orizzonte qualcosa di veramente concreto per ipotizzare un pur minimo cambiamento di rotta questo proprio non lo si vede. Mentre la situazione continua a precipitare, dobbiamo sopportare il teatrino della politica con le prime pagine dei giornali spesso dedicate ad “avvenimenti” politici che poco interessano al cassintegrato della Valbasento o al “mobilitato” melfese ne tantomeno al disoccupato del metapontino, beghe di partito, resoconti di riunioni di coalizione, convention, racconti di voltagabbanismo, conferenze stampa, dichiarazioni di politici piccoli piccoli che si riempiono la bocca con parole più grandi di loro. Pur di fronte ad uno sfascio evidentissimo la cosiddetta “opinione pubblica”, fatte poche eccezioni, rimane popolo bue. Invece di continuare a fare incontri con le Associazioni di lucani all’estero si utilizzi meglio il tempo della politica per fermare la tragedia delle emigrazioni.
Fonte: http://astronik.ilcannocchiale.it/post/2595733.html Articoli più recenti:
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Già da molto tempo sappiamo che esiste un’altra Basilicata oltre quella posizionata fra Puglia, Campania e Calabria, è una Basilicata polverizzata nel resto d’Italia e in tutti i continenti. Mentre i lucani stanziali si apprestano a toccare la cifra di 500.000 abitanti per via della costante decrescita della popolazione quelli sparsi per li mondo, mi riferisco a quelli che hanno lasciato la terra natia e non ai figli degli emigrati, sono quasi il doppio. Per tenere i contatti con questi corregionali una Legge Regionale, la n° 16 del 2002, ha istituito una Commissione Regionale per i lucani all’estero,