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Petrolio: rinegoziare gli accordi tra stato, regione e territori, con aumentato protagonismo e con la giusta autorevolezza PDF Stampa E-mail
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Scritto da Rocco De Grazia   
Lunedì 09 Maggio 2011 11:03

In vista della rimodulazione degli accordi sul petrolio, fra Regione Basilicata, Governo e compagnie petrolifere, che é in agenda nel prossimo futuro, sarebbe opportuno riaprire, anche in periferia, le occasioni di dibattito sul tema, che ha nella comunità di Calvello uno degli interlocutori maggiormente interessati, e che rappresenta per il futuro del nostro territorio uno snodo ancora più strategico, alla luce di quanto avviene nei Paesi produttori di petrolio del Nord Africa. Calvello, insieme a Viggiano, contribuisce con il maggior numero di pozzi a fare della Val d’Agri l’area in cui si estrae l’80% del petrolio prodotto in Italia, nonché il fornitore che è in grado di coprire il 10% circa del fabbisogno petrolifero nazionale. Il ruolo che va recitato, sia dalle classi dirigenti che dalle comunità locali, diventa, perciò, sempre più rilevante. I territori devono riappropriarsi di quel protagonismo che permetterà di rimanere dentro ad un percorso da fare insieme ai soggetti politici, sociali ed istituzionali, locali, comprensoriali e regionali, nell’approccio con le compagnie petrolifere e con il Governo nazionale, sapendo guardare al futuro e dando una valenza molto forte alla rinegoziazione. Vanno predisposti, ad esempio, piani adeguati di manutenzione del territorio per prevenire i rischi idrogeologici, va avanzata l’esigenza del miglioramento della rete infrastrutturale, oltre che la necessità di dare impulso allo sviluppo del sistema industriale locale, “generatore di occupazione”. Le questioni e le istanze, che devono essere sostenute, infatti, non possono prescindere dai bisogni più urgenti che emergono ad oggi, in contesti di aree interne penalizzati da deficit di infrastrutture e da mancanza di lavoro, il cui sviluppo è ormai frenato dalla crisi internazionale e dal taglio delle risorse agli Enti Locali imposto dal Governo Berlusconi. Le comunità locali devono considerare prioritaria la tutela della salute dei cittadini e la salvaguardia del proprio territorio, pretendendo che il monitoraggio sia costante e trasparente, affinché l’attività estrattiva sia compatibile con la sostenibilità ambientale e con le economie ad essa riferite. Nel rinegoziare il protocollo d’intesa sottoscritto fra Regione Basilicata ed Eni nel 1998, riteniamo necessario un accordo fra Stato, Regione e compagnie petrolifere, basato questa volta non solo sulla concessione di royalties ma sulle prospettive occupazionali, sull’impegno a colmare la carenza di infrastrutture e ad investire in ricerca ed innovazione. Lavoro, interconnessioni e formazione devono essere le richieste primarie anche degli attori locali, in considerazione della scarsa capacità di spesa da essi dimostrata con i ritardi nella attuazione del P.O. Val d’Agri, i cui progetti stentano ad essere cantierizzati e con l’inadeguatezza palesata dalla macchina burocratica della pubblica amministrazione locale, che contribuisce a rendere più lento e complesso il passaggio che occorre dalla programmazione alla esecuzione degli interventi, laddove questi fossero di tipo strutturale; per altri tipi di spesa riteniamo superflue ulteriori considerazioni.

Rocco De Grazia


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