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La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista), con riferimento all’attuazione delle procedure previste dalla normativa Seveso per quegli impianti a rischio incidente rilevante, ha scritto alla Commissione Europea per chiedere la verifica urgente e il controllo delle attività del nuovo progetto di ampliamento del centro olio ENI di Viggiano. Tale richiesta é stata inoltrata anche alla luce del fermo di produzione che fa seguito al nuovo progetto di ampliamento del centro olio di Viggiano approvato con V.I.A./A.I.A. dalla Regione Basilicata sul quale la Giunta Comunale di Viggiano si é avvalsa del “silenzio-assenzo”, ai sensi del famigerato articolo 8, comma 2 della L.R. 47/1998.
. Un progetto questo che nessuno si é premurato di far conoscere alle comunità, nonostante il ragguardevole investimento ENI di 270 milioni di euro, con il susseguirsi di fiammate seguite da emissioni di gas, l’ultima in ordine di tempo in data 20 maggio, alle ore 10, seguita dall’emissione di gas e fumo nero, così come segnalatoci da cittadini della zona. Con la nota, inviata al Commissario Europeo per l’Ambiente, Janez Potočnik , la Ola ha fatto specifico riferimento all’incidente del 5 aprile scorso in cui 22 operai dell’Elbe Sud accusarono disturbi e malori vari causati dalla fuoriuscita di H2S (Idrogeno Solforato). In proposito ENI ha sempre negato la fuoriuscita di gas ed H2S nonostante Arpab ne avesse invece misurato e confermato la presenza. In attesa di conoscere gli esiti delle indagini della Magistratura sull’incidente, l’attenzione mediatica é oggi rivolta al progetto di ampliamento del centro olio. Nella lettera inviata al Commissario Europeo sull’incidente del 5 aprile scorso la OLA ha chiesto l’invio di ispettori per accertare il sistema di sicurezza dell’impianto, la gestione del Piano di Emergenza interno ed esterno, il controllo della pianificazione, la previsione dell’effetto domino, l’attuanzione delle procedure di informazione e partecipazione dei lavoratori e della popolazione esposta, le verifiche sulla vigilanza (Arpa di Basilicata), con l’eventuale applicazione del regime sanzionatorio stabilito dalla nuova disciplina in materia di incidente rilevante nel caso di inadempienze e omissioni gravi riscontrate. L’intervento della Commissione Europea, a cui la OLA si appella, è mirato anche a stabilire gli impatti ulteriori sull’ambiente e la salute in virtù del rilascio da parte della Regione Basilicata dell’AIA-VIA per l’ampliamanto del centro olio. L’autorizzazione concessa dagli uffici preposti della Regione Basilicata prevede infatti un aumento delle emissioni di sostanze e preparati suscettibili a causare un incidente rilevante dalla futura torcia del termocombustore che si andrà ad aggiungere a quella già esistente, con l’allacciamento e messa in produzione dei pozzi dell’area Cerro Falcone – Viggiano – Marsiconuovo con la produzione considerevole di nuove emissioni gassose, reflui, acque di strato e semioleose convogliate presso il centro olio di Viggiano e nei cosiddetti pozzi di reinezione. Il centro olio di Viggiano – nonostante le rassicurazioni che non convincono ormai più nessuno – costituisce una minaccia costante per gli equilibri idrogeologici ed ambientali della Val d’Agri con rischi sull’ambiente e la salute dei residenti alle prese con una situazione insostenibile.
OLA
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