Un pergolato non può essere trasformato in tettoia

Tettoia lavandaieUn pergolato non può essere trasformato in tettoia. Lo ha affermato il Consiglio di Stato con la sentenza 825/2015.

I giudici hanno spiegato la differenza tra le due strutture, che hanno una rilevanza diversa ai fini urbanistici e delle autorizzazioni necessarie per la realizzazione.

La tettoia è una struttura pensile addossata a un muro o interamente sorretta da pilastri. Il sul impatto visivo è maggiore di quello prodotto da un pergolato, che normalmente non ha chiusure laterali ed è costituito da una serie parallela di pali collegati da un’intelaiatura leggera, idonea a sostenere piante rampicanti o a costituire una struttura ombreggiata.

Nel caso preso in esame, il Comune aveva negato il rilascio del permesso di costruire in sanatoria per un intervento realizzato nel centro storico, in cui sono possibili solo interventi conservativi, consistente nella copertura di un pergolato preesistente con tegole in cotto.

Il Tar aveva accolto il ricorso perché presumibilmente la struttura già esisteva dai primi del ‘900. Il Comune aveva però presentato appello al Consiglio di Stato sostenendo che l’intervento avrebbe aumentato la volumetria del fabbricato.

Il Consiglio di Stato ha dato ragione al Comune affermando che sulle coperture piane praticabili sono consentiti solo torrini, scale e pergole, mentre sono vietate verande chiuse, tettoie e volumi tecnici per ascensori.

Sulla base dei rilievi effettuati, il CdS ha concluso che il manufatto, realizzato all’esterno della sagoma esistente, non poteva essere considerato risanamento conservativo, ma andava assimilato a tutti gli effetti ad una nuova costruzione. Il permesso di costruire in sanatoria è stato quindi negato.

FONTE: EDILPORTALE

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