giovedì , 27 aprile 2017
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Cosa Trovate

Per raggiungere Sarconi dalla S.S. 598 “Fondovalle dell’Agri” si esce allo svincolo Grumento Nova-Moliterno e percorrendo la S.S. 103 dopo alcuni Km si giunge al bivio che porta nel centro abitato. Superato il distributore dell’API, dopo circa 500 mt., svoltando a sinistra, lungo Via Arciprete Miraglia e poi a destra, lungo via Forge, si giunge a Largo Tempio, ove si erge la Chiesa Madre dedicata a Santa Maria Assunta,ricostruita in sostituzione di quella rinascimentale dedicata alla SS. Trinità, distrutta dal terremoto del 1857, sulla cui facciata erano murati frammenti di lapidi provenienti da Grumentum. D’impianto rinascimentale, si presenta a navata unica. madonna di montauroCustodisce laMadonna di Montauro, statua riprodotta fedelmente dai maestri d’Ortisei, da una fotografia della scultura quattrocentesca, rubata. Il corpo e il volto della Madonna e del Bambino mostrano i tratti distintivi di una dignità più che umana; l’espressività degli occhi della Madonna attrae e rasserena lo sguardo di chi la osserva. Di buona fattura sono le statue lignee del XX secolo, che rappresentano la Madonna del Carmine,Maria Ausiliatrice San Rocco.chiesa santa luciaDa Largo Tempio si prosegue per via Pretoria che conduce a Piazza S.Giacomo, probabile sito della Chiesa di S. Iacopo, oggi inesistente. Lungo la strada è possibile ammirare i resti della prima cinta muraria, nonchè portali in pietra di notevole valore artistico.  Si giunge così a piazza XX settembre. Percorrendo vico S.Lucia si nota una maestosa porta in pietra, di epoca medievale, probabile accesso all’abitato. Poco distante è situata la Cappella di S.Lucia, risalente al XVII sec.. Sulla facciata si nota il campanile a vela. Nell’interno custodisce l’affresco, del 1588, Madonna col Bambino, nella parte superiore e Sant’AntonioSanta Lucia San Sisto, nella parte inferiore. Quest’affresco suscita emozioni sia per la semplicità delle linee sia per la tenue modulazione dei colori, capaci di agire ad un più elevato livello di sentimenti. A sinistra dell’altare c’è un Crocifisso. Le pareti sono tutte affrescate, ma ancora coperte da uno strato di calce.ponte vecchioLasciando il centro storico e proseguendo per pochi metri, si giunge alla Chiesa della Madonna del Carmine, risalente al VII sec. e ricostruita nel 1978. Da qui si può arrivare ai pochi ruderi del castello che fu costruito in epoca successiva alla nascita del paese, nel periodo del feudalesimo. In posizione isolata, potrebbe essere stato un fortilizio con torre di guardia, per controllare un’area militarmente strategica. Fu feudo della contea di Marsico e dei Sanseverino. Fu acquistato nel 1544 dai Carafa, principi di Stigliano, che fecero costruire nella zona sud del castello un piccolo ponte per facilitare il proseguimento di una via di difesa. Attualmente quel ponte è denominato dai cittadini il Ponte Vecchio. Passò poi agli Spinelli e successivamente ai Pignatelli. Seminascosti dalla vegetazione, si intravedono i resti di un Mulino ad acqua. chiesa sant'antonioPoco distanti sono situate le fondamenta e l’abside di una Chiesa del XVII sec. dedicata a S.Cristoforo. Da viale Petrocelli, prendendo via S. Antonio si giunge all’omonima Chiesa edificata nel 1698 dai Principi Pignatelli, intorno alla cappella già esistente. Sul portale mostra un affresco di Sant’Antonio. L’interno si presenta a navata unica, col soffitto ligneo a capriata. Sulla parete sinistra si nota un altare, in pietra locale, appartenente alla precedente cappella del Cinquecento, sita nello stesso posto. L’abside è decorata con delicati ed eleganti motivi barocchi. Nel presbiterio spicca sull’altare una decorazione barocca che, arricchita da cornucopie e stemmi dei Sanseverino, incornicia un bell’affresco di Sant’Antonio. La chiesa custodisce anche le statue lignee del Settecento: San Vito, Sant’Antonio Abate, la Madonna Assunta. santuario madonna di montauroA circa 8 Km, sulla cima di una collina, si innalza la Chiesa della Madonna di Montauro , Patrona di Sarconi.  Lasciando il paese, lungo la ss 103 è visibile l’acquedotto Cavour, del 1867. L’opera fu concepita non già come un blocco chiuso, ma come un organismo snodato nel paesaggio, con un succedersi di soluzioni formali in rapporto con la natura. Nel 1806 divenne, per opera del sindaco Nicola Lattaro, la capitale della resistenza antifrancese in Val d’Agri. Nel 1883 l’istituzione del Consorzio d’irrigazione diede notevoli benefici all’agricoltura che, per la malaria, non aveva potuto svilupparsi pienamente in questo secolo. Sarconi, anche se ha profonde radici storiche, è il Comune più giovane della Val d’Agri: solo il 1946 ha ottenuto la piena autonomia amministrativa.


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