sabato , 25 novembre 2017
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Sarconi, addio alla cabina telefonica

Sarconi, addio alla cabina telefonica

Con l’avvento del cellulare, addio alle vecchie postazioni pubbliche.

Un quadrato di colore rosso attira la nostra attenzione. E’ un comunicato della Telecom Italia, affisso sulla cabina telefonica di Piazza Municipio. Informa i sarconesi che il 22 febbraio 2015 quella postazione sarà rimossa. Sempre che qualcuno non vi si opponga, inviando – entro il 22 febbraio – una mail a cabinatelefonica@agcom.it (all’attenzione dell’Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni). Gli utenti, infatti, singoli o associati, o altri enti interessati possono opporsi alla rimozione di una o più postazioni telefoniche pubbliche secondo la procedura disciplinata dalla delibera n. 31/10/CONS. Detta delibera rivede i criteri di distribuzione sul territorio nazionale dei telefoni pubblici e Telecom Italia può dismettere le cabine in eccesso. Si tratta di 30.000 cabine su 130.000, delle quali si può fare a meno dopo l’invasione dei cellulari. La decisione scaturisce da un esame dei dati forniti dall’azienda telefonica italiana e dal confronto con la situazione degli altri Paesi europei. Rispettata anche la volontà della minoranza che non si è dotata di telefonino. Infatti, il Crtcu, il Centro di ricerca e tutela dei consumatori e degli utenti, ritiene che, anche se poco usate, le cabine siano un servizio pubblico fondamentale. Da qui la delibera che consente di opporsi all’eventuale rimozione.
L’autorità garante ha decretato che il numero complessivo delle Ptp (cioè le postazioni telefoniche pubbliche) esistenti può essere progressivamente ridotto da Telecom Italia, secondo il seguente criterio: per ogni anno dall’entrata in vigore della delibera (che è il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale), possono essere rimosse al massimo 30.000 telefoni pubblici. Poi, con cadenza annuale, entro il 31 dicembre di ogni anno, Telecom dovrà comunicare all’Autorità l’aggiornamento della Banca dati della telefonia pubblica, prevista dall’art. 4 della delibera n. 290/01/Cons, sulla base delle operazioni di rimozione e di manutenzione effettuate nell’anno di riferimento. Dovrà inoltre presentare un piano di adeguamento delle postazioni telefoniche pubbliche per l’anno successivo.

Per quanto riguarda la procedura di rimozione, Telecom Italia dovrà sempre affiggere un cartello indicando la data e l’indirizzo email per l’eventuale opposizione alla dismissione. Telecom dovrà anche fornire l’indirizzo del sito Internet sul quale consultare la mappa aggiornata delle postazioni telefoniche pubbliche sull’intero territorio nazionale (distinte cromaticamente tra attive, rimosse e in fase di rimozione).
Resta fermo che Telecom Italia dovrà mantenere in funzione alcune specifiche cabine pubbliche, per esempio quelle messe dove è proibito l’uso del cellulare. Gli utenti, inoltre, possono sempre presentare richiesta motivata all’Autorità per l’installazione di nuove postazioni. L’azienda deve garantire il funzionamento delle cabine che restano attive, compiendo periodici monitoraggi e ripristinando il funzionamento entro 15 giorni lavorativi da eventuale rilevazione di guasto.
I dati forniti da Telecom attestano, nel periodo dal 2001 al 2008, una riduzione di circa l’88% del numero di conversazioni fatte dalle cabine, e un calo di circa il 90% dei minuti di conversazione.
Con questa delibera l’Agcom riconosce “il mutamento delle abitudini degli utenti, che utilizzano sempre più la telefonia cellulare in situazioni di mobilità in luogo delle Ptp, nonché la diffusione dei phone center e degli internet points per i cittadini stranieri”. L’Authority ha anche realizzato un confronto internazionale sul tema, inviando un questionario alle altre Autorità di regolamentazione facenti parte dell’European Regulators Group (Erg). E’ risultato che in tutti i Paesi europei si sta verificando il medesimo effetto di “sostituzione” della telefonia mobile rispetto all’utilizzo delle cabine pubbliche e che per 22 Paesi dell’Unione europea vi è una media di una cabina ogni 1.100 persone, mentre in Italia c’è una cabina ogni 450 abitanti, con la conseguenza che il nostro Paese è al primo posto in Europa come numero di cabine per abitante.
La riduzione del numero delle postazioni esistenti viene dunque riconosciuta in linea non solo con le mutate esigenze dell’utenza, ma anche con gli sviluppi regolamentari europei. L’Autorità si riserva di rivedere il sistema dei criteri previsti nella nuova delibera sulla base dell’evoluzione normativa e di mercato, delle esigenze dell’utenza, dei costi del servizio e delle relative modalità di finanziamento.

Per quanto ci riguarda, riteniamo che l’unica cabina telefonica di Piazza Municipio andrebbe mantenuta. Cari sarconesi, scrivete a: cabinatelefonica@agcom.it (all’attenzione dell’Agcom). Salviamo la cabina. Fa parte della nostra storia. Ci hanno dato una mano a corteggiare la ragazza che faceva vibrare le corde del nostro cuore.
cabina telefonica sarconi

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